Frosinone, la sfida culturale in atto

La pochezza della politica attuale, anche a Frosinone, è nell’assenza di cultura politica, nella mancanza di ideali, nella povertà di pensiero, nello scadimento del linguaggio, nel pragmatismo come ideologia dominante. Cinque punti ben precisi che sono anche, ma non soltanto, un programma elettorale, oltre che – ovviamente – una visione politica per la nostra città capoluogo. La politica è tale se migliora la qualità della nostra vita e se migliora i rapporti umani, l’ambiente che ci circonda, la coscienza civile e civica, altrimenti è solo potere. Perché il potere imprime la propria orma attraverso la quantità amministrativa e soffoca ogni qualità politica. Perché il potere si manifesta attraverso lo sviluppo tecnico mentre la politica si esprime attraverso il progresso umano. Nel primo caso, la tecnica e l’amministrazione diventano il fine mentre, nel secondo caso, sono soltanto un mezzo, degli strumenti. Ecco, a Frosinone, è necessario coltivare una forza quieta in grado di compiere una rivoluzione copernicana nel modo di essere e di agire della classe dirigente, cioè capace di trasformare l’assetto verticistico delle logiche amministrative e creare un cambiamento di mentalità, nella direzione del dialogo e dell’ascolto reciproco. Al servizio dei cittadini e della città.

Non a caso, una parte sempre più consistente di persone si sta trasferendo in un “campo altro” rispetto a quello dominante e trasversale del potere o dei maggiori soggetti politici frusinati. In tanti, ormai, non si riconoscono più nell’offerta politica locale. C’è delusione, a destra come a sinistra, al centro come altrove. Ecco il punto. Pausa. La politica non va confusa con il potere e tale confusione, infatti, proprio qui in città, ha generato conflittualità, egoismi, materialismi, rabbia, delusione. Insomma, lo sviluppo senza progresso ha portato alla degenerazione sociale, umana e civica. È necessario un riscatto della politica rispetto all’egemonia del potere. Ovviamente, il presupposto da cui si può partire è quello di sempre: “La politica è cultura”. Quindi, si può ricominciare dalla cultura politica. Nel Consiglio comunale di Frosinone, ormai, è quasi assente la cultura politica, con delle eccezioni che vanno individuate e ricordate. Tutto il resto è amministrativismo, delegittimazione reciproca, accuse, scontri sterili, offese più o meno velate, reazioni impulsive, picche e ripicche. C’è un campo altro che si sta formando ed è composto da tutte quelle persone che non si riconoscono più in questo complicato incastro tra punti di vista e cerca, invece, una visione d’insieme. Per la città. Con una classe dirigente all’altezza della sfida culturale già in atto e che Frosinone, a destra come a sinistra, non sta ancora affrontando. Salvo eccezioni. Ecco, tali eccezioni rappresentano il nostro futuro possibile.

Aggiornato il 26 giugno 2026 alle ore 11:23