Milano 2027, scatta il toto-nomi per il dopo-Sala

La macchina elettorale del centrodestra si muove per conquistare Milano. L’obiettivo è trovare presto lo sfidante che contenderà la fascia tricolore al centrosinistra dopo Beppe Sala. La Lega ha dato il via alle manovre. Nel fine settimana scorso, ha allestito una trentina di gazebo per raccogliere le opinioni della propria base cittadina.

Dai circa diecimila voti espressi dai militanti, i nomi più popolari sono stati quelli del leader Matteo Salvini e dell’eurodeputata Silvia Sardone. Anche se ha ringraziato per le oltre cinquemila indicazioni ricevute, il segretario della Lega ha chiarito che il suo obiettivo attuale è continuare a guidare il ministero. Tuttavia, non ha mancato di lanciare una frecciatina agli alleati. Salvini ha notato come il nome del centrista Maurizio Lupi non sia affatto apparso nelle urne del Carroccio.

Fratelli d’Italia, dal canto suo, ha deciso di accelerare. Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, è attivo sulle dinamiche milanesi e sostenitore dell’ipotesi Lupi. Sta spingendo per giungere a una decisione condivisa rapidamente. Dopo alcune voci su un possibile vertice ristretto a Palazzo Giustiniani, prontamente smentite per evitare tensioni interne, La Russa ha confermato che il coordinatore lombardo Carlo Maccari sta organizzando un incontro a breve. Fratelli d’Italia ribadisce quindi la propria linea: nessuna imposizione dall’alto, ma la volontà di valutare collegialmente il profilo più probabile per vincere contro la sinistra.

Tuttavia, il percorso verso un nome unitario presenta diversi ostacoli. La candidatura di Maurizio Lupi non convince tutta la coalizione. Forza Italia, in particolare, continua a preferire un esponente civico e si allontana da un profilo strettamente politico. Ulteriore complessità alla situazione milanese è portata da Roberto Vannacci. L’europarlamentare ha già annunciato che il suo gruppo scenderà in campo con un proprio candidato e si dice pronto a dialogare con il resto del centrodestra, ma pone come condizione irrinunciabile il rispetto delle proprie posizioni e delle proprie “linee rosse”.

Infine, la centralità e l’accelerazione sulla questione milanese riflettono anche la necessità di Salvini di gestire gli equilibri interni al suo partito. Le richieste dei governatori del Nord, guidati da Luca Zaia e desiderosi di un rilancio dell’identità della Lega, sono state al centro di una recente e lunga riunione. Durante l’incontro con ministri e amministratori locali, il segretario ha cercato di unire il partito ribadendo i temi fondamentali dell’azione politica: l’autonomia differenziata, considerata una priorità strategica assoluta, insieme a sicurezza, sanità e sostegno alle famiglie. Questo approccio mira a compattare il fronte in vista di una campagna elettorale già rovente.

Aggiornato il 24 giugno 2026 alle ore 12:47