Visione istituzionale

Le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Parlamento, in vista del prossimo Consiglio europeo dei capi di Stato e di Governo, sono state precise, come dovevano essere. Altri le esamineranno nel dettaglio delle singole materie, qui si permetterà di esporne un elemento essenziale. Negli ultimi giorni, le opposizioni hanno criticato l’assenza del capo del Governo italiano a incontri informali tra responsabili degli Esecutivi di Stati dell’Europa occidentale, particolarmente “volenterosi”. Ad esempio, nella difesa dell’Ucraina nel respingere l’attacco della Federazione Russa o in questa “Terza guerra mondiale a pezzi”, per usare l’espressione di un defunto Sommo pontefice romano. Giorgia Meloni ha però precisato come l’Alleanza Atlantica, l’Europa, abbiano le proprie istanze istituzionali: l’Organizzazione dell’Alleanza Atlantica; il Consiglio d’Europa; le istituzioni dell’Unione europea, come il Consiglio europeo dei capi di Stato e di Governo a cui si appresta a partecipare, sentito il Parlamento nazionale. La premier ritiene il momento mondiale particolarmente grave e pericoloso, anche per l’Italia e l’Europa ma, proprio per questo, sono necessarie discussioni e decisioni nelle rispettive sedi istituzionali, non in riunioni al di fuori di esse. Quelle conventicole, infatti, alimentano solo il chiacchiericcio. Al contrario, la serietà del momento richiede delibere cogenti. Queste, possono essere prese solo dalle istituzioni che le nazioni associate si sono date. Questa è concretezza, il resto è vanagloria.

Aggiornato il 12 giugno 2026 alle ore 11:02