Flotilla, la Procura di Roma indaga il ministro israeliano Ben-Gvir

La Procura di Roma ha aperto un’indagine nei confronti del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, a seguito dei fermi degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, avvenuti nel maggio scorso. Ben-Gvir dovrà rispondere delle accuse di tortura, sequestro di persona e tentato omicidio.

Appresa la notizia, il ministro ha commentato su X: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte”. E, citato dai media israeliani, aggiunge: “Israele non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti. Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”.

Immediata la reazione di Antonio Tajani che, alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha dichiarato: “Non ho parole per commentare ciò che ha detto Ben Gvir nei confronti dell’Italia ieri dopo aver saputo che era indagato dalla procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro. L’Italia è un Paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà e la democrazia e respingiamo al mittente qualsiasi offesa o tentativo di denigrare. Le parole di Ben Gvir dimostrano il livello politico e morale di questo signore”.

Ed ha aggiunto: “Dopo gli inaccettabili atti compiuti ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla, ho chiesto all’Alto Rappresentante Kallas di portare al Consiglio Affari Esteri una proposta di sanzioni nei confronti del ministro Ben Gvir, responsabile politico di quel grave episodio”; “molti Paesi hanno accolto con favore la nostra proposta, a partire dalla Francia e ad esempio il ministro degli Esteri olandese che ho incontrato ieri”, ha sottolineato Tajani. “Ne ho parlato con il ministro degli Esteri Barrot nei giorni scorsi” e “ha concordato sull’importanza di dare un segnale forte verso un ministro che non è degno di rappresentare Israele. Vedremo nei prossimi giorni se sarà possibile raggiungere un consenso in Europa, ma desidero rassicurare quest’Aula sul fatto che continueremo ad insistere verso questo obiettivo. Siamo pronti a valutare, con i partner europei, anche misure sui prodotti provenienti dagli insediamenti illegali: siamo in attesa delle proposte della Commissione Europea”.

Il casus belli nasce dal video, pubblicato dallo stesso Ben-Gvir sui propri canali social, dove si vede il ministro muoversi tra i partecipanti della Flotilla, mentre sono inginocchiati e ammanettati, deridendoli.

Data l’amicizia, ribadita dallo stesso Tajani, con Israele, attendiamo fiduciosi che vengano indagati gli stessi partecipanti della Flotilla che si sono sempre rifiutati di utilizzare i canali ufficiali per consegnare i presunti aiuti umanitari creando appositamente più di un incidente diplomatico internazionale.

Flotilla, poi, che diverse inchieste giornalistiche (vedi Il Tempo) stanno dimostrando essere collegata e finanziata dalla rete terroristica fondamentalista.

Ma si sa, “ogni scarrafone è bello a mamma sua”. E quindi via con la difesa ad oltranza di personaggi dubbi solo perché italiani, con conseguente criminalizzazione di chi non li ha sufficientemente coccolati dopo il tentativo di destabilizzare ulteriormente una situazione già critica.

Quando verranno indagati questi loschi personaggi?

Aggiornato il 09 giugno 2026 alle ore 13:54