Comunali: Arezzo e Macerata al centrodestra, Agrigento al centrosinistra

L’affluenza definitiva ai ballottaggi è del 52 per cento, in calo di oltre otto punti rispetto al primo turno quando era al 60,48 per cento. È quanto emerge dal sito di Eligendo quando manca una sola sezione sulle 1.212 complessive. Al voto oggi, per il secondo turno, 42 Comuni in tutta Italia, tra cui Arezzo, Chieti, Macerata, Lecco, Trani ed Agrigento. Marcello Comanducci (nella foto), candidato del centrodestra è eletto sindaco di Arezzo”. Lo scrive Youtrend sui social. A 77 sezioni scrutinate su 97, ad Arezzo è in vantaggio il candidato sindaco del centrodestra Marcello Comanducci con il 56,13 per cento delle preferenze, rispetto a Vincenzo Ceccarelli del centrosinistra fermo al 43,87. Sul fronte affluenza, alla chiusura delle urne deciso calo ad Arezzo rispetto al primo turno delle amministrative: si è recato al seggio il 53,11 per cento. Due settimane fa aveva votato il 59,30 per cento. Sandro Parcaroli (candidato del centrodestra) è rieletto sindaco di Macerata. Lo riporta sempre Youtrend sui social. A poco più di metà dello scrutinio, con 27 sezioni conteggiate su 44, a Macerata si delinea il vantaggio della coalizione di centrodestra. Il sindaco leghista Sandro Parcaroli, è in vantaggio con il 52,23 per cento e 5.910 preferenze mentre il suo avversario Gianluca Tittarelli, candidato del centrosinistra, è al 47,77 per cento con 5.406 preferenze. A Agrigento, sempre secondo quanto riporta Youtrend, “Michele Sodano, candidato del centrosinistra è eletto sindaco”.

Si vota anche al primo turno in 148 Comuni della Sardegna. Nell’isola, l’ultimo dato sull’affluenza di ieri sera alle 23 si è attestato al 46,45 per cento, con un aumento della partecipazione rispetto al 44,2 per cento dell’ultima tornata amministrativa. In una sessantina di Comuni i candidati sindaci sfidavano il quorum, essendo stata presentata una sola lista. Nella maggior parte di questi la sfida è stata già vinta a urne ancora aperte, con il raggiungimento della soglia fissata al 40 per cento degli aventi diritto, ma – secondo la normativa – le liste dovranno comunque ottenere il 50 per cento dei voti validi espressi. Il risultato ufficiale si avrà quindi con lo scrutinio. Il record di affluenza, alle 23 di ieri, si è registrato nel Sulcis con il 54,94 per cento, seguito da Nuoro (54,47 per cento) e Gallura (53,71 per cento). Sopra la soglia del 50 per cento anche l’Ogliastra (50,84 per cento). Più indietro Oristano al 49,57 per cento, Sassari al 49,48 per cento e il Medio Campidano al 46,76 per cento. Ultima Cagliari, che si ferma sotto il quaranta per cento (39,83 per cento), comunque in crescita.

Tra i sindaci già eletti da segnalare la riconferma dell’uscente Franco Saba, di Ottana (Nuoro), al centro delle cronache nelle scorse settimane per essere finito ai domiciliari con l’accusa di tentata concussione in un’inchiesta legata a un impianto di accumulo energetico. Molti i neo sindaci con decenni di esperienza alle spalle, tra loro il primo cittadino uscente di Mandas (Sud Sardegna), e segretario generale dell’Anci Umberto Oppus. Sempre nell’Anci aveva ricoperto il ruolo di presidente Emiliano Deiana che torna alla guida di Bortigiadas (Gallura) dopo una pausa. Le sfide più attese restano quelle dei tre centri sopra i 15mila abitanti: Quartu Sant’Elena (Città Metropolitana di Cagliari) terza città della Sardegna, Porto Torres (Sassari) e Sestu (Città metropolitana di Cagliari). Qui, se nessun candidato supererà il 50 per cento delle preferenze, si andrà al ballottaggio il 21 e 22 giugno. Secondo turno possibile anche a Tempio Pausania, da quest’anno capoluogo della nuova Provincia del Nord Est Gallura, per effetto di una norma che estende il ballottaggio anche ai capoluoghi di provincia (anche se sotto la soglia dei 15mila abitanti). Opzione prevista anche per l’altro capoluogo di provincia sardo al voto, Sanluri (Medio Campidano), dove però i candidati sono solo due.

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Aggiornato il 08 giugno 2026 alle ore 16:50