Da sempre esiste una differenza tra il piccolo cabotaggio politico e le visioni strategiche. Solo le seconde affrontano questioni di Stato e tentano di far vivere al meglio i cittadini. Altrimenti si hanno giochi di potere, pettegolezzo o, al limite, ideologismo vuoto. Si sfogano giornali, si leggono interventi. A sinistra si sventolano ovvietà su quello da farsi, senza proporre un come agire. Ancora peggio. Si insinua di mercanteggiamenti sotto le coperte. Non solo in Italia. Un po’ in tutta Europa si guarda allibiti a quanto accade nel mondo, alle conseguenze per mercati e vite dei cittadini, ci si incontra in vertici e, alla fine, si constata la paralisi per divergenze d’idee e interessi.
Da oltre oceano, da “imperialisti cattivoni”, arriva la banale risposta: “Visto che non ci aiutate, muovetevi voi. Andate voi a prendervi idrocarburi e gas che vi servono, se la benzina per macchine agricole costa troppo per seminare!”. Esiste una o un qualche statista con un idea? Mentre i politicanti spettegolano, ecco che Giorgia Meloni d’improvviso, senza preavviso né timore per droni e missili vaganti da quelle parti, va nei Paesi del golfo sotto attacco per assicurarsi combustibili e per studiare attraverso quali vie importarli e sbloccare le ostruzioni causate da un conflitto che non ci riguarda. Ad altri il pettegolezzo, le marce e i tafferugli. Tanto di cappello!
Aggiornato il 07 aprile 2026 alle ore 09:34
