Addio a Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord

Umberto Bossi è morto ieri sera. Il fondatore ed ex segretario della Lega Nord aveva 84 anni. Il decesso è avvenuto all’ospedale di Circolo di Varese. Già da qualche settimana le condizioni di salute di Bossi erano apparse precarie. Ieri la situazione è precipitata. Si terranno domenica a Pontida, a quanto si apprende, i funerali di Bossi. Il rito sarà alle 14 all’abbazia di San Giacomo Maggiore. Padre di quattro figli e marito di Manuela Marrone, da tempo Bossi si era ritirato nella sua Gemonio, in provincia di Varese, abbandonando la politica, che pure aveva segnato per circa un ventennio come segretario della Lega Nord. Negli ultimi anni era durata poco anche la tentazione di mettersi a capo dei ribelli del cosiddetto Comitato Nord, che volevano rispolverare la Lega “dura e pura” delle origini. Ma anche se ha profondamente cambiato pelle, la Lega in queste ore piange sinceramente il Senatur, come veniva abitualmente chiamato l’ex segretario. Tanto da annullare gli eventi in programma, nonostante il referendum sulla Giustizia sia alle porte. “L’intera comunità della Lega è profondamente scossa e addolorata per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi e si stringe con affetto e commozione ai suoi familiari. Tutti gli appuntamenti previsti per venerdì sono annullati”, ha scritto in una nota il Carroccio, aggiungendo che lo stesso segretario Matteo Salvini ha cancellato tutti gli appuntamenti previsti e che tornerà a Milano con il primo volo.

L’Umberto. Il capo. Questa notizia mi dà un dolore grande e mi riempie di tristezza. La Lombardia non ti dimenticherà mai”, ha commentato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, una delle più importati creature politiche di Bossi. “Ci ha lasciato un uomo – ha aggiunto Fontana – che ha dedicato tutta la vita alla politica, che ha cambiato la storia d’Italia, che ha saputo anticipare i tempi e dare voce a milioni di persone che si sentivano lontane dalla politica. La voce del Nord”. Fontana ha ringraziato il suo Umberto e ha ricordato una delle ultime iniziative dedicate a Bossi: “Un paio di anni fa, quando ho deciso di insignirti della Rosa Camuna, la più alta onorificenza della Regione Lombardia, qualcuno mi criticò, mi chiese se ne ero proprio convinto. Parole che non hanno in alcun modo scalfito la mia determinazione di premiare e soprattutto ringraziare chi, come te, ha sempre amato e tenuto alto i valori e la storia della nostra Lombardia”.

“Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese”. Lo ha affermato in una nota il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, che fu ministro con Bossi nel quarto governo Berlusconi. “Senza il suo contributo di visione, realismo e capacità politica la storia repubblicana sarebbe stata molto differente, priva di un grande interprete della necessità di dare risposte alle istanze dei cittadini delle regioni settentrionali e con esse soluzioni a tutta la società italiana. Nella sua grande abilità è certamente ricorso anche a gesti eclatanti, come ha quando ha proclamato la secessione del Nord, ma lo ha fatto sempre con l’intento di fissare un punto all’interno del quale l’obbiettivo rimaneva sempre e soltanto il federalismo. Politicamente è stato un padre straordinario per tutti noi, gli siamo profondamente grati”. Per Zaia “se la politica ha dovuto affrontare una questione settentrionale, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri”.

“Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza, è stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia. Alla sua famiglia un grande abbraccio ed una preghiera perché riposi in pace”. Lo ha scritto su X il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani. Anche gli avversari politici di Umberto lo hanno salutato con rispetto, sia a livello nazionale, come Pierluigi Bersani (“L’avversario più dignitoso che ho avuto”), che in Lombardia. “Le sue posizioni hanno fatto discutere, ma la sua passione per la politica era innegabile”, ha scritto sui social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Con la sua Lega Umberto Bossi ha lasciato un segno nella storia del nostro Paese”.

Aggiornato il 20 marzo 2026 alle ore 12:23