In una democrazia matura, la maggioranza ha il diritto-dovere di governare e l’opposizione deve cercare di contrastare l’azione del Governo proponendo valide alternative politicamente percorribili con l’obiettivo di proporsi agli elettori come alternativa credibile nella gestione del Paese. Così dovrebbe funzionare la democrazia in Paese con una valida classe politica. Su alcuni aspetti che riguardano gli interessi nazionali quali: la giustizia e la politica estera la dialettica tra chi legittimamente ha l’onere e l’onore di governare e chi sta, pro tempore, all’opposizione dovrebbe essere aperto e senza pregiudizi. È questo che accade in una democrazia avanzata tra maggioranza e opposizione: il riconoscimento reciproco dei ruoli. La reiterata ricerca da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di cercare un dialogo costruttivo con le opposizioni di sinistra, di estrema sinistra e con gli scapigliati del Movimento 5 stelle è oggettivamente impossibile. Dall’inizio della diciannovesima legislatura (22 ottobre 2022): Elly Schlein (segretaria del Partito democratico), Giuseppe Conte (presidente dei pentastellati) Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza verdi e sinistra hanno esercitato una opposizione pregiudiziale a qualsiasi iniziativa del Governo.
Opposizione sempre e comunque. Come è possibile interloquire con toni pacati con leader di partito che non riconoscono implicitamente legittimata a governare una coalizione di centrodestra che ha ottenuto dagli elettori, alle elezioni politiche una larga maggioranza in Parlamento? Il voto vale solo se vincono loro o se governano con manovre di palazzo. Attuare il programma politico che è stato sottoposto al vaglio degli elettori italiani è realizzare la dittatura della maggioranza. Aver rispettato pedissequamente il dettato dell’articolo 138 della Costituzione per perseguire la riforma della giustizia è stata considerata una forzatura della maggioranza in quanto il testo della riforma costituzionale è stato approvato, con le procedure articolate previste dalla costituzione, senza gli emendamenti proposti dall’opposizione che avevano l’obiettivo di renderla inefficace. Il tentativo, attraverso il referendum confermativo, di bocciare la riforma persegue il fine di mantenere lo status quo ovvero quello di mantenere i privilegi di casta di una categoria che ritiene di essere un gradino sotto Dio. A dieci giorni dall’apertura dei seggi per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale sulla giustizia alzare la voce chiarendo puntualmente agli aventi diritto al voto le ragioni del sì, è dirimente. I sostenitori del no, poveri di argomenti nel merito della riforma, non si fanno scrupoli ad elencare una serie di bugie che nulla hanno a che vedere con il contenuto della legge.
La riforma è nell’interesse del cittadino e del Paese! Separare le carriere tra i pubblici ministeri e i giudici è fondamentale per porre sullo stesso piano chi accusa, il magistrato requirente (accusa) e l’avvocato che difende l’imputato davanti al giudice terzo che deve poter giudicare, in assoluta serenità, sulle prove che si formano durante il processo. Due Consigli superiori della magistratura, una per i pubblici ministeri e uno per i magistrati giudicanti. E non ultimo la istituzione dell’Alta Corte di Giustizia che deve valutare il comportamento dei magistrati nell’esercizio delle loro funzioni premiandone il merito e eventualmente censurare o sanzionare i magistrati che hanno commesso degli errori. Oggi la stragrande maggioranza dei magistrati è valutato positivamente per gli avanzi di carriera. Todos Caballeros!
Aggiornato il 13 marzo 2026 alle ore 11:00
