Referendum, La Russa: “Ha valore politico se vota almeno il 50 per cento”

Ignazio La Russa ritiene che la partita del referendum determinerà la vera indipendenza della magistratura. Il presidente del Senato, in un’intervista al Messaggero Veneto, sottolinea che “l’esito del referendum sulla riforma della giustizia una valenza politica comunque la avrà, ma dipenderà anche da quanti la esprimeranno: se andrà a votare una cifra vicino al 50 per cento degli elettori avrà un senso, ma sotto il 45 per cento ne avrà un altro”. La Russa poi parla del video postato ieri sui social dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Cerca di riportare l’attenzione sul merito del referendum, che non riguarda il contrasto tra politica e magistratura o la durata dei processi: si chiede che la magistratura non sia dominata dalle correnti, ma rispettando l’indipendenza vera dei giudici. E se è giusto che i magistrati, Pm e giudicanti siano sulla stessa barca oppure no. Infine, se a giudicare sulle loro eventuali inadempienze debbano essere magistrati scelti dalle correnti o un organo scelto con sorteggio, diverso dagli stessi Csm”.

La Russa sostiene che si stiano “esprimendo troppo poco i magistrati, perché ad esprimersi per il sì sono guarda caso ex pm come Antonio Di Pietro, che non hanno niente da temere. L’80 per cento dei magistrati sta rimanendo invece in silenzio. Vorrei che questa maggioranza silenziosa ci dicesse se è per il sì o per il no. Se parlassero tutti, una cosa sarebbe chiara: chi capisce di legge sa che questa riforma non ha nulla che vedere con il fatto che la politica abbia un peso maggiore nei confronti della magistratura, casomai è esattamente il contrario. Poi, ciascuno, badando al merito reale delle riforme, potrebbe scegliere il sì oppure il no”. A chi gli chiede poi di commentare la decisione della maggioranza di cambiare la legge elettorale La Russa risponde: “Non conosco la norma proposta nei dettagli, ma mi piace che, a quanto mi dicono, vi sarà un minore rischio di pareggio, perché la cosa peggiore è proprio la via di mezzo. Non capisco perché la sinistra a priori, almeno ufficialmente, sia contraria”.

Nel corso dell’intervista viene dato spazio anche ai temi legati all’attualità e alla guerra in Iran. La Russa evidenzia come sia necessario “sempre mantenere saldi i rapporti con la Nato e tutto l’Occidente” ma anche come serva “passare dalle parole ai fatti per dare all’Europa maggiore peso in sede politica e militare”. Per quanto riguarda gli interventi contro il carburante, La Russa spiega come si tratti di una misura “che è sempre stata nel programma di centrodestra. Questa crisi purtroppo capita nel mezzo di un acceso dibattito politico sul referendum: sperare che da qui al 24 marzo ci sia una vera condivisione su questi temi è utopistico. Ma sul blocco delle accise, vedo che è a favore anche la sinistra e su quello si potrebbe creare un accordo, se c’è la comune volontà politica”.

Aggiornato il 10 marzo 2026 alle ore 16:33