Giuseppe Valditara voterà “convintamente sì” al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. “Sarà un’occasione importante per dare ai cittadini la garanzia che sia rispettato il loro diritto ad avere magistrati sempre imparziali, liberando la magistratura dall’influenza delle correnti”. Lo afferma, in un’intervista al Messaggero, il ministro dell’Istruzione e del merito. “Si sono fatte tante battaglie contro tante caste – continua Valditara – ora dobbiamo fare una battaglia contro la casta delle correnti perché la magistratura sia sempre indipendente e la giustizia giusta, come prevede la Costituzione, senza condizionamenti di tipo politico. Anche nella magistratura deve valere il principio che chi commette gravi errori non va avanti”.
Secondo Valditara, si tratta di “una grande battaglia riformista. Aggiungo che l’istituzione di una Alta corte di giustizia sta nel programma elettorale del Pd. Chi dice che la nostra riforma è autoritaria, o addirittura fascista, e con il Sì la magistratura verrebbe assoggetta alla politica, mente sapendo di mentire e inganna gli elettori”. Come giudica la sinistra oggi? “Questa sinistra è improponibile come forza di Governo alternativa, alleata con il populismo del M5s e con Avs molto vicina a Melenchon”. Ma non dovrebbe essere un vantaggio per voi? “Per noi sì, ma è una sinistra dannosa per il Paese. La nostra riforma dell’istruzione tecnica, il cosiddetto 4+2, ad esempio, trova consenso in Europa ed è osteggiata dalle nostre opposizioni e da un sindacato massimalista”, sottolinea Valditara. Il ministro leghista parla anche della prospettiva politica del Carroccio. “C’è la grande opportunità di proseguire il percorso iniziato dalla sua fondazione: essere il partito delle libertà. La Lega è stato il primo grande partito liberale di massa: dal fisco alla burocrazia, dalla valorizzazione dei territori alla sicurezza, è stata il riferimento di quei ceti produttivi che si rimboccano le maniche per mandare avanti il nostro Paese: Partite iva e operai, insegnanti e poliziotti”.
Frattanto, il Network di associazioni cattoliche “Ditelo sui Tetti”, raggruppamento di cui fanno parte un centinaio di sigle (dall’Associazione Family Day – Difendiamo i nostri figli, al Movimento per la vita, dal Centro internazionale Giovanni Paolo II al Centro Studi Rosario Livatino), chiama a raccolta il suo popolo per schierarlo per il Sì al referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo prossimi. “Per una giustizia per la persona serve un Sì!”, è il titolo dell’evento promosso dal network cattolico vicino a posizioni conservatrici, cui parteciperanno Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; l’ex ministro Giuseppe Fioroni, il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre; il costituzionalista Stefano Ceccanti; il presidente dei Giuristi cattolici di Roma Antonio Scino. “Noi riteniamo che i cattolici non possano che votare per il sì”, spiega all’Ansa uno dei fondatori di “Ditelo sui Tetti”, l’ex ministro Maurizio Sacconi, illustrando le motivazioni alla base dell’iniziativa, “proprio a partire dalla nostra visione antropologica che affonda le radici nel cattolicesimo”.
Sacconi, che è autore del saggio “(In)giustizia ‘creativa’ e trasformazione antropologica’ con due prefazioni, una di monsignor Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo emerito di Udine, spiega: “Abbiamo deciso di costituire un comitato civico per il Sì come impegno contro la cosiddetta giustizia creativa, ideologizzata che poi è quella di Magistratura democratica che inizialmente era molto attiva nell’ambito della giurisprudenza sul lavoro ma poi si è estesa a tematiche come il fine vita, il riconoscimento della genitorialità al di là del genitore biologico, la maternità surrogata”. Alla domanda su come abbia interpretato l’appello al voto lanciato dal presidente della Cei Matteo Maria Zuppi aprendo l’ultimo Consiglio episcopale, risponde: “Zuppi non è per il no e di fatti la Cei lo ha smentito categoricamente. È stato spiegato che i vescovi non danno un orientamento anche se per noi un cattolico non può che esprimersi per il Sì”.
Aggiornato il 27 febbraio 2026 alle ore 16:48
