Vannacci: anatomia di un’ascesa tutt’altro che spontanea

Sulla fragorosa esplosione del fenomeno di Roberto Vannacci si sono alimentati, per mesi, dubbi, interrogativi e perplessità di ogni genere e specie. Tutto merito dell’astuto e disinvolto generale? O, piuttosto, più demerito de la Repubblica e della stampa cosiddettaprogressista”, che, credendo probabilmente di fargli un torto, ha finito, in realtà, per fungere da cassa mediatica e amplificare esponenzialmente idee e posizioni del militare? O forse, perché no, entrambe le alternative appena proposte, sebbene appaia tuttora estremamente complesso comprendere quali siano i meriti dell’uno e quali, invece, i demeriti degli altri. E se invece esistesse una terza via, qualcosa di inedito e finora sottovalutato, assai diverso dalla martellante narrazione tanto in voga nell’ultimo biennio? Se dietro la prepotente e rapida ascesa politica di Roberto Vannacci si celasse, in realtà, qualcosa di non del tutto spontaneo, qualcosa di ben più ampio e complesso di un normalissimo attacco mediatico mal gestito? Il sospetto, per come si sono originati e sono maturati gli eventi che hanno condotto al dirompente avvento sulla scena politica del generale, sorge spontaneo.

Ma proviamo ad andare per gradi. Sulle conseguenze dei tumultuosi attacchi sferrati a suo tempo da Repubblica sembrano esistere veramente pochi dubbi: non hanno sortito altro effetto se non quello di regalare popolarità al generale, spalancandogli, di fatto, le porte girevoli della politica. Possibile che i cronisti del quotidiano di proprietà della famiglia Elkann abbiano semplicemente mal calcolato gli effetti del fenomeno Vannacci? Che, in maniera così poco avveduta, siano riusciti a trasformarlo, nel tempo di un amen, prima in un popolare scrittore, poi in idolo indiscusso della galassia sovranista? Oppure è ipotizzabile che dietro l’assalto di Repubblica al generale si celi una sofisticata operazione di marketing elettorale, studiata a tavolino sin dagli albori? A ben vedere, il sospetto che non tutto si sia originato in maniera spontanea esiste e appare, per di più, fondato. Ma tant’è.

Veniamo adesso ai recenti sviluppi che hanno interessato molto da vicino Roberto Vannacci nelle ultime ore. La fondazione di un nuovo movimento politico, l’addio burrascoso e, per certi versi, anche atteso alla Lega di Matteo Salvini, i presunti incontri segreti con Matteo Renzi, di cui ha parlato, tra l’altro, anche il Corriere della Sera, per azzoppare la coalizione di governo guidata da Giorgia Meloni. La strategia dell’ex rottamatore, in tal senso, appare piuttosto chiara: usare cinicamente il generale, che agirebbe da battitore libero all’interno del perimetro del centrodestra, per far sì che il nascituro movimento dei vannacciani, Futuro nazionale, possa estorcere preziosi consensi ai partiti di governo tra l’elettorato conservatore alle prossime elezioni politiche.

Obiettivo dichiarato: portare, nell’arco dei prossimi 12 mesi, il movimento fondato da Roberto Vannacci almeno al 3 per cento, tutti voti che verosimilmente verrebbero meno ai partiti di governo, al fine di creare le condizioni per giungere a uno stato di ingovernabilità che spalancherebbe inevitabilmente le porte a un Esecutivo di larghe intese, il quale inaugurerebbe una legislatura chiamata a eleggere il prossimo presidente della Repubblica. Per condurre Futuro nazionale al traguardo minimo del 3 per cento, il generale lavorerà, nei mesi a venire, alla costruzione di una rumorosa opposizione, pronta a colpire da destra l’Esecutivo, adeguatamente supportata dall’eco mediatica della stampa progressista, che fungerà, invece, da cassa di risonanza in evidente funzione antigovernativa. In buona sostanza, dunque, quegli stessi media che, poco più di due anni or sono, erano riusciti a innalzare un mediocre scrittore con un passato da militare pluridecorato a fenomeno politico nazionale, proveranno adesso a fare di Roberto Vannacci un agguerrito leader politico di opposizione, con l’intento dichiarato di stringere il cerchio attorno a Giorgia Meloni.

Aggiornato il 09 febbraio 2026 alle ore 09:59