Calenda: “Pronto ad allargare il mio centro liberale ed europeista”

“Condivido ciò che scrive Marina Berlusconi”. Lo ha affermato Carlo Calenda nel corso di un’intervista sul Corriere della sera. Il leader di Azione medita sull’espansione dell’universo centrista. “Certo che vogliamo allargarlo”, ha chiosato Calenda. “A tutti coloro che come noi vogliono un’Europa federale ora: liberaldemocratici, riformisti del Pd, a partire da Pina Picierno, Giorgio Gori, Simona Malpezzi, Elisabetta Gualmini, PiùEuropa di Matteo Hallissey e Riccardo Magi, i popolari come Ernesto Maria Ruffini. Possiamo davvero costruire un fronte dei volenterosi centrale, che cambi la politica in Italia”. Poi Calenda si è rivolto direttamente alla figlia del fondatore di Forza Italia. Nelle sue parole “ci trovo un’agenda liberale ed europeista che condivido completamente”.

Il leader azionista è pronto ad allargare il suo “centro liberale” in vista delle prossime elezioni Politiche. “La nostra posizione – ha ribadito – è sempre la stessa. Costruire un fronte per un’Europa federale che diventi una grande potenza, armata e indipendente. Quello che ha chiesto Mario Draghi. Una missione comune tanto ai liberali, quanto teoricamente a Forza Italia e ai riformisti del Pd”. Tutti i sondaggi, ha poi spiegato Calenda, “rilevano una ripresa fortissima dell’europeismo nell’elettorato. In mezzo alle guerre e alle follie di Donald Trump, la gente capisce quanto è importante avere un’Europa unita e potente. Ma destra e sinistra non hanno la forza di tenere questa linea perché prevalgono le forze populiste al loro interno”. A suo parere, in conclusione, “la proposta da fare è quella di una legge elettorale proporzionale, con coalizioni e indicazione del premier ma dove solo se si supera il 50 per cento si ha diritto al premio di maggioranza”. Calenda è intervenuto anche in merito agli scontri e cariche al corteo di Milano antiolimpico. “Gli atti di sabotaggio e le violenze urbane contro le Olimpiadi invernali sono demenziali oltre che criminali. Gli autori vanno assicurati alla giustizia rapidamente”.

Dal fronte forzista ha replicato prontamente Antonio Tajani, ministro degli Esteri del Governo Meloni. “Con Calenda – ha chiosato – parliamo ed è giusto parlare su questioni che riguardano le elezioni amministrative, poi si vedrà”. Dalla rive gauche è intervenuto Graziano Delrio, ex ministro renziano, tra i principali promotori con Sandra Zampa de I Riformisti, la nuova corrente del Pd. In un’intervista al Resto del Carlino, Delrio ha rimarcato la distanza dal progetto calendiano. A suo avviso, è importante accelerare sulla costituzione del programma di centrosinistra. “Ci vogliono quattro, cinque punti. La lotta alla povertà è un argomento assolutamente prioritario, decisivo. Lo dico a Giuseppe Conte, a Nicola Fratoianni, ad Angelo Bonelli, persone di cui conosco la passione civica”.

Delrio si è chiesto come sia possibile “che con Elly Schlein non ci si possa trovare un attimo per il programma? Aspettiamo l’ultimo momento? E lo dico anche a Matteo Renzi, che pure ha aiutato a introdurre in Italia il Reddito di inclusione”. Per Delrio, “la pluralità e le minoranze fanno bene ai partiti. Non bisogna aver paura di tante voci, si deve aver paura quando queste voci non sono disponibili a confrontarsi e a trovare una sintesi” ha spiegato Delrio, assicurando che non esiste alcun avvicinamento a Calenda o a Forza Italia. La segreteria Pd, ha sottolineato, “sta facendo un lavoro importante nel tenere insieme la coalizione, coinvolgere i giovani. Occorre continuare a includere tutti gli strati sociali, dagli imprenditori ai poveri, e renderli protagonisti di un progetto di cambiamento con proposte concrete”.

Aggiornato il 09 febbraio 2026 alle ore 14:55