Si rincorrono voci di una nuova candidatura a sindaco di Roma. Anche se Carlo Calenda smentisce. Si tratterebbe di una nuova sfida a Roberto Gualtieri, com’è accaduto nel 2021. Ma, secondo un retroscena apparso ieri sul Corriere della Sera, stavolta il leader di Azione correrebbe sotto le insegne del centrodestra. La suggestione non appare così improbabile. Il nome di Calenda è stato esplicitato da Forza Italia. A evocarlo è Maurizio Gasparri, che parte da un dato politico: il voto per il Campidoglio sarà una prova complessa e il centrodestra, per essere competitivo, non può affidarsi a “candidati di bandiera”. Secondo il senatore azzurro, serve allargare il perimetro della coalizione e puntare su un profilo capace di intercettare un elettorato più ampio. Inserito in un centrodestra allargato, che potrebbe rendere la coalizione competitiva contro il sindaco dem uscente. Un’ipotesi che resta tutta da verificare e che incrocia gli equilibri interni. In particolare, quelli di Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione e forza a cui spetterà l’ultima parola sulla scelta del candidato per la Capitale.
È su questo scenario che arriva la smentita netta del diretto interessato. Calenda parla infatti di una notizia “destituita di ogni fondamento”, e la liquida come “fantascienza” e “creatività artistica”. Nessun dialogo con il centrodestra sul Campidoglio, ribadisce, rivendicando la linea di costruzione, sul nazionale, di un centro liberale ed europeista. Senza dimenticare che poco prima di Natale, il segretario di Azione, aveva aperto le porte al suo ex sfidante. Rilanciando quindi l’ipotesi che Azione potrebbe essere al fianco del dem Gualtieri per tentare il bis. Oggi, però, nel chiacchiericcio politico, la mossa di Forza Italia viene letta anche come un segnale nei confronti della Lega, reduce da tensioni interne e da un periodo di fibrillazione con l’uscita delle ultime ore del generale Roberto Vannacci. C’è chi la interpreta come una risposta alle iniziative del Carroccio con la candidatura dell’economista ed ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi sul fronte romano e chi, invece, intravede il tentativo di presidiare quello spazio moderato che potrebbe diventare decisivo.
Di certo, in Forza Italia la linea, almeno quella del segretario, resta quella dell’apertura. Antonio Tajani non si nasconde: “Se bisogna vincere bisogna allargare”. Il ministro degli Esteri ha inoltre più volte ricordato come con Calenda, già in passato, non siano mancate collaborazioni a livello amministrativo, a partire dalle elezioni in Basilicata. Una sintonia sui temi liberali che trova conferma anche nelle parole pronunciate dallo stesso Calenda la scorsa settimana, quando ha invocato un fronte di “liberali, popolari e riformisti” che non si sottometta né ai sovranismi di destra né agli estremismi di sinistra. Un terreno comune che, almeno per ora, non si traduce in un’operazione politica sulla Capitale. Ma che fa prendere corpo a diverse suggestioni su un centrodestra allargato a livello nazionale, e un’ala moderata e centrista che bilanci le spinte della Lega. Ma a rimettere tutti nei ranghi è Fratelli d’Italia. Roma è una partita centrale, commenta Marco Perissa, deputato e presidente di FdI Roma, e il centrodestra “vuole vincerla”.
Aggiornato il 04 febbraio 2026 alle ore 16:28
