Gli scienziati affermano che la nostra coscienza possa lasciare questa dimensione ed entrare in una altra durante il sonno e i sogni.
Lo spazio e il tempo sono una quarta dimensione in cui non esiste la successione temporale. È il nostro cervello a pensare in successione. La coscienza vive ed accede alla quarta dimensione. Ecco il perché della precognizione. Il sogno contiene informazioni su un evento futuro, informazioni che non potevano essere ricavate dai dati disponibili nel presente.
Il futuro esiste già, in qualche forma, e il sogno riesce occasionalmente a intercettare informazioni che appartengono a quel futuro.
La coscienza cioè, a differenza della materia, non segue il tempo lineare e può sperimentare momenti diversi della realtà.
La coscienza è un qualcosa di più fondamentale. Non è certamente interamente riducibile all’attività cerebrale.
Gli scienziati ci dicono che la coscienza non è strettamente lineare: può saltare attraverso il tempo, suggerendo che le “sensazioni viscerali” sono informazioni provenienti dal futuro.
La coscienza di ciascuno di noi può connettersi con l’intero Universo, hanno rivelato alcune ricerche rivoluzionarie.
Da una prospettiva neuroscientifica, “il nostro cervello costruisce la nostra esperienza della realtà” ovvero tutto ciò che sperimentiamo consapevolmente, luce, suono, tatto. È come una ricetrasmittente, riceve, invia. Ad esempio, il nostro senso di Sé dipende da come il nostro cervello elabora le informazioni.
Le Upanishad in India hanno esplorato il rapporto tra Atman, il Sé individuale, e Brahman, la realtà ultima, sostenendo, nell’Advaita Vedanta, che la coscienza non è separata dalla esistenza stessa.
La nostra coscienza umana – ma anche animale e vegetale viventi − è interconnessa all’universo e in generale agli altri cervelli umani, inclusi altri elementi viventi. Può essere considerata “intelligenza collettiva” o fare parte dell’“intelligenza collettiva interconnessa” complessiva.
Tremila anni fa gli antichi testi vedici e filosofi ermetici hanno scritto che la mente umana è lo specchio diretto dell’intero cosmo. Oggi, nel 2026, la fisica quantistica scopre scientificamente che le strutture quantistiche all’interno dei nostri neuroni possono intrecciarsi con l’universo. Abbiamo un ricevitore quantistico biologico capace di attingere all’intero universo. Tutto l’universo è nel nostro cervello.
L’intuizione viscerale è quella sensazione improvvisa che qualcosa stia per accadere, o che una situazione non sia sicura, senza riuscire a spiegare il perché. La percezione non lineare del tempo suggerisce l’ipotesi che il tempo è più complesso della nostra esperienza quotidiana di passato, presente e futuro. La precognizione è la possibilità che una persona ottenga informazioni su eventi futuri prima che si verifichino. Si tratta di concetti collegabili sul piano filosofico, ma non sono provati data la difficoltà intrinseca oggettiva dal punto di vista scientifico. Esiste un filone di ricerca chiamato “Presentiment” – presentimento − che studia se le reazioni fisiologiche possano anticipare stimoli emotivi scelti casualmente. In un modello cosiddetto “bloccato”, gli eventi appartengono tutti alla struttura dello spazio-tempo, anche se noi li sperimentiamo in successione. La nostra esperienza del tempo è verosimilmente una proprietà del modo in cui il cervello organizza gli eventi, piuttosto che la rappresentazione diretta della struttura fondamentale dell’universo. La coscienza è qualcosa di più del semplice prodotto dell’attività cerebrale. Il cervello non produce la coscienza, ma la riceve o la rende accessibile.
Il panpsichismo e alcune teorie quantistiche della coscienza ci dicono che la coscienza o i suoi elementi fondamentali non sono un prodotto del cervello. Per capire, si immagini che il cervello sia come una radio. Se la radio si rompe, la musica smette di essere udibile, ma questo non dimostra che la radio produca la musica. La coscienza è qualcosa di fondamentale, non un semplice prodotto della materia. Non è materia, è energia che noi vediamo nella luce. Oggi per la radio possiamo identificare onde elettromagnetiche indipendenti dall’apparecchio. Per la coscienza, indipendente dal cervello, non abbiamo identificato un equivalente verificato. Se non la luce. L’energia che è coscienza.
La ricerca ha rivelato che i mitocondri comunicano usando la luce, rivelando che gli esseri umani sono esseri di luce. Sia Carl Gustav Jung con il linguaggio della psicologia e dell’antropologia che Nikola Tesla con una metafora fisica, elettromagnetica e cosmica hanno sostenuto l’esistenza di un inconscio collettivo (Jung) e di un “nucleo” (“core”) da cui traiamo conoscenza (Tesla). È la celebre frase attribuita a Nikola Tesla “Il mio cervello è solo un ricevitore; nell’Universo c’è un nucleo (“core”) da cui otteniamo conoscenza, forza e ispirazione”.
Tesla e l’inconscio collettivo di Carl Jung descrivono lo stesso serbatoio invisibile da angolazioni diverse.
Pensiamo che l’inconscio collettivo sia uno strato della psiche umana ereditato e condiviso da tutti gli esseri umani. Che non si trovi “fuori” nello spazio cosmico, ma sia una struttura profonda della mente in cui le nostre radici biologiche e simboliche si incontrano. Funziona come una memoria della nostra specie, un archivio comune. In realtà il cosmo è dentro di noi. Tesla ha visto la realtà in termini di frequenza, energia e vibrazione. Il cervello non “produce” i pensieri dal nulla, ma funge da antenna sintonizzata su un “core”, un nucleo o una stazione trasmittente che pensiamo esterna all’individuo ma è dentro di lui. Noi siamo cosmo e viceversa. Tutto ciò coincide, o è davvero molto vicino, all’idea dei Registri Akashici, una matrice o un campo informativo universale da cui gli esseri – umani ed altri − scaricano intuizioni, formule o visioni.
La coscienza, che chiamiamo “anima” umana, è un campo quantistico che interagisce con le onde elettromagnetiche, non direttamente con la materia – nel senso che sono le onde a sostanziarla −, e che sopravvive alla morte materiale, fisica.
La nostra coscienza è associabile ai campi quantistici che interagiscono con il cervello attraverso attività elettrica ed elettromagnetica.
Interagisce con i fotoni, le particelle di luce, con noi. I campi elettrici generati dai neuroni trasportano informazioni, così il campo coscienziale animico riceve informazioni.
La coscienza coinvolge dimensioni diverse non svanendo con il cessare della materia.
Aggiornato il 28 ottobre 2026 alle ore 13:40
