L’energia fondamentale dell’universo ci rende vivi

Cosa c’è che non c’è più quando siamo morti? Cosa c’è che ci rende vivi? Morti siamo materia che torna alla terra. Però quando siamo vivi c’è quella stessa materia che poi muore ma c’è qualcosa che ci rende vivi. Cosa è? Quando siamo non morti cioè vivi c’è la materia ma anche qualcosa d’altro Cosa? Cosa rende viva la materia? Cosa ci rende vivi? Cosa ci rende vivi che dopo, da morti, non c’è? L’energia vitale. Da dove viene? Dove era prima che nascessimo e dove va dopo morti?
Ma soprattutto cosa è? Esoteristi, astronomi, matematici, fisici, filosofi, biologi, tutti si interrogano.
La teoria maggiormente condivisibile è quella per cui c’è l’energia dappertutto, che poi si incanala anche sulla Terra prendendo le varie forme. Le forme sono consustanziali e funzionali alla energia. Anche i nostri corpi. Questa energia fondamentale dell’universo − che chiamiamo Dio. Etere, vuoto, eccetera − è eterna. Senza tempo. Senza spazio. Senza prima senza dopo. È.

Il tempo e lo spazio sono caratteristiche della finitezza umana; l’energia è. Le sue caratteristiche sono: eterna infinita senza spazio né tempo; ritmica come dice lo scienziato Pier Luigi Ighina. Come noi respiriamo, l’energia universale ritma: cioè, noi respiriamo perché l’energia è ritmica.
Tutto pulsa. L’energia pulsa. Ha ritmo. Tutto nell’universo pulsa. Dovremmo scoprire che l’universo pulsa. Non c’è una causa originaria della pulsazione, pulsa perché l’energia pulsa. Altra caratteristica importante, l’energia è magnetica. È intrinsecamente magnetica. Tale caratteristica dell’energia universale verosimilmente raggruppa tutte e quattro le forze − e chissà quante altre che non conosciamo − in sé. È come il famoso Tutto. Il Tutto è l’energia.

È difficile per la mente umana capire perché non ha, cioè noi non abbiamo, gli strumenti. Già un Gesù o Buddha, i quali avevano alzato moltissimo il livello delle loro frequenze, accedevano meglio alla comprensione. È come un bambino che non capisce il vuoto quantistico. Noi siamo come i bambini. Come facciamo a capire?
Quindi ci arrivano gli artisti che accedono in qualche modo. Basti guardare Chagall. Ha dipinto l’energia nell’universo.

Il fisico Federico Faggin ha affermato di avere visto la luce come sua entità, uscire dal suo corpo per poi rientrarvi. I guru indiani hanno ribaltato la questione relativa alla “realtà” dicendo: “Quello che vedi non è reale”. È maya, illusione. Perché per loro la realtà − quello che noi comunemente chiamiamo realtà − è luce, energia, armonia, amore.

Noi respiriamo energia solare e mangiamo energia terrestre: ci servono entrambe. Assorbiamo energia solare dagli occhi. Le budella ci fanno avere energia del cibo terrestre tramite funzioni chimiche. L’energia controlla e fa funzionare la chimica nei nostri corpi, organismi biologici animali umani viventi.
Ci vogliono entrambe le energie. Noi siamo evoluti così. I cristalli, i minerali − organismi biologici minerali viventi − per esempio non mangiano. Vivono di energia. Più si è energia più si è sofisticati e in una ipotetica tabella darwiniana superiori. Le forme di quella che noi chiamiamo vita sono molte.

Secondo Pier Luigi Ighina ci sono due energie magnetiche, solare e terrestre, che vanno in doppio binario: una dal Sole alla Terra, l’altra dalla Terra al Sole. Questo è il non movimento Sole-Terra-Sole. Dico non movimento perché, secondo Ighina, è tutto fermo nell’Universo. Ciò che si muove è per via di un effetto stroboscopico. Quando le due energie − solare e terrestre − si sovrappongono creano la materia. Che è magnetica. Come le energie che la sostanziano. C’è ritmo tra le due energie che corrisponde alla nostra respirazione, al battito del cuore, eccetera. Tutto è permeato di questa energia, che può essere la luce vista e di cui ha parlato il fisico Federico Faggin. L’universo ne è ricolmo: il vuoto quantistico è in realtà pienissimo.

Noi siamo l’universo perché l’energia è la stessa (in questo senso taluni dicono che “noi siamo Dio”). Ma non solo non sappiamo niente, ma è difficile per noi sapere perché ne facciamo parte, secondo alcuni, in modo olografico, secondo altri, tipo specchio, illusione e via dicendo. L’esperienza mistica vissuta dal fisico e inventore Federico Faggin − noto per il microprocessore Intel 4004 − consiste, così come l’ha raccontata, nel fatto che mentre si addormentava, ha provato l’intensa fuoriuscita di una potente luce bianca scintillante dal proprio petto, unita a un amore incondizionato. Tale evento lo ha convinto che la coscienza non è prodotta dal cervello, ma è un’energia fondamentale dell’universo.

L’energia fondamentale dell’universo ha a che fare con l’amore incondizionato. Il cardiochirurgo Nader Butto ha enucleato il concetto della efficace frase: “L’amore è la via. La felicità è il segno. La luce è lo scopo”. La cosa più vicina che noi conosciamo all’energia fondamentale dell’universo − che ci rende vivi , energia vitale − è l’amore incondizionato. Conosciamo poco anche quello. È tipo quello che proviamo per i figli.
Quando siamo felici come quando proviamo amore verso i figli − amore incondizionato − siamo più vicini allo stato della nostra luce /energia che ci pervade, ci sostanzia, ci rende vivi, ci permea.

(*) La foto è una riproduzione del dipinto La notte stellata (De Sterrennacht) di Vincent van Gogh, realizzato nel 1889 e conservato al Moma di New York

Aggiornato il 09 luglio 2026 alle ore 16:57