L’uomo si prepara a tornare sulla Luna. La missione Artemis II è partita ieri a mezzanotte ora italiana alla volta del satellite terrestre. L’equipaggio ha raggiunto con successo l’orbita della Terra. A comunicarlo è stata la Nasa, che ha confermato il corretto svolgimento delle manovre iniziali pochi minuti dopo il decollo. Circa otto minuti dopo il lancio, la capsula Orion si è separata dagli imponenti serbatoi del razzo Space launch system, che l’ha spinta nello spazio posizionandola nell’orbita prevista. A bordo si trovano gli astronauti americani Victor Glover, Christina Koch e Reid Wiseman, insieme al canadese Jeremy Hansen. Il team resterà inizialmente in orbita terrestre per una serie di verifiche tecniche, passaggio necessario prima di intraprendere la traiettoria verso la Luna. Il lancio è avvenuto alle 00:35 dal Kennedy space center, in Florida, segnando l’avvio della missione con equipaggio destinata a riportare l’uomo nei pressi del nostro satellite naturale per la prima volta da oltre mezzo secolo.
La missione Artemis II porterà gli astronauti in un viaggio di circa 10 giorni intorno alla Luna con la navetta Orion. L’allunaggio vero e proprio è previsto nel 2028. Cinquantaquattro anni dopo, l’umanità torna a spingersi verso la Luna. Artemis II rappresenta infatti la prima missione con equipaggio a lasciare l’orbita terrestre dal 1972, anno in cui la storica Apollo 17, comandata da Gene Cernan, concluse – almeno temporaneamente – il ciclo delle missioni lunari del programma Apollo. La spedizione partita stanotte è una missione orbitale non dissimile da quella storica dell’Apollo 8. In realtà la capsula si limiterà ad effettuare una traiettoria di rientro libero attorno alla Luna, esattamente come – in una situazione di emergenza – dovette fare l’Apollo 13.
Il comandante Reid Wiseman e il pilota Victor Glover sono alla seconda missione, così come la mission specialist Christina Koch; l’altro mission specialist, il canadese Jeremy Hansen, è invece al suo primo volo. L’equipaggio rappresenta anche una tappa simbolica nell’evoluzione dell’esplorazione spaziale: Glover diventerà il primo afroamericano a uscire dall’orbita terrestre bassa, Koch – già detentrice del record di permanenza femminile nello spazio – sarà la prima donna a compiere questa traiettoria, mentre Hansen sarà il primo astronauta non statunitense a prendere parte a una missione lunare del nuovo programma Artemis. Anche l’Europa partecipa alla missione attraverso il modulo di servizio European service module, realizzato dall’European space agency. Il sistema ospita il motore principale della capsula e i pannelli solari che garantiscono alimentazione e propulsione durante il viaggio.
Rispetto agli astronauti delle missioni Apollo, l’equipaggio Artemis potrà contare su condizioni di viaggio più confortevoli. Con un diametro di circa cinque metri, Orion è la capsula abitabile più grande mai costruita per missioni con equipaggio e dispone anche di una toilette completa. Il primato della potenza del vettore, tuttavia, resta ancora nelle mani del leggendario Saturn V: il sistema Sls, pur essendo tra i lanciatori più potenti oggi in servizio e derivato in parte dalle tecnologie dello Space shuttle program, ha una capacità di carico utile inferiore rispetto al razzo che negli anni Sessanta e Settanta portò gli astronauti Apollo sulla Luna.
Aggiornato il 02 aprile 2026 alle ore 13:34
