L’affluenza è già molto alta. Negli Stati Uniti è finalmente arrivato il giorno delle midterm. Oggi il popolo americano è chiamato a votare per rinnovare la Camera dei rappresentanti e circa un terzo del Senato. Queste elezioni di metà mandato sono, forse, le più importanti della storia recente americana, con i repubblicani e i democratici che hanno speso cifre record in campagna elettorale anche in Stati dove di solito hanno vinto a mani basse.
Alle cinque di mattina locali (le 11 italiane) il Vermont ha aperto le danze – e i seggi. Poi alle 6 (le 12 in Italia) hanno incominciato a votare in Connecticut, Indiana, Kentucky, Maine, New Hampshire, New Jersey, New York, e Virginia e nella costa orientale degli Stati Uniti. Alle 6:30 in Carolina del Nord, Ohio e Virginia Occidentale. Alle 7 in Delaware, Distretto di Columbia, Florida, Georgia, Illinois, Maryland, Massachusetts, Michigan, Missouri, Pennsylvania, Rhode Island e Carolina del Sud. Alle 16 italiane hanno aperto i seggi nella costa occidentale: California, Idaho, Nevada e Oregon. Gli ultimi seggi hanno aperto in Alaska e Washington alle 17 ora italiana e infine alle 18 alle Hawaii.
Donald Trump seguirà con attenzione l’esito delle midterm dalla Casa Bianca. È in programma un ricevimento a partire dalle 19 americane (l’una di notte in Italia) per seguire la notte elettorale. L’evento, ha spiegato l’ufficio del presidente, sarà a porte chiuse. Il tycoon ha spronato quanto possibile gli americani ad andare a votare. “Se la nostra gente va a votare, vinciamo con un margine schiacciante”, ha detto Trump a Fox News. “Abbiamo il Paese più dinamico al mondo, la gente deve andare a votare. Fate finta che io sia sulla scheda elettorale, fate quello che volete, ma dobbiamo andare a votare”, ha aggiunto il presidente Usa, ricordando che ogni volta che il suo nome è sulla scheda ha “sempre vinto, otteniamo il 50 per cento di voti in più rispetto a quando non ci sono”.
Tra gli americani e il voto, però, si è frapposto il maltempo. È attualmente difficile votare sia in Florida che nel sud-ovest del Paese. In Arizona e Utah, a causa delle alluvioni del weekend, diverse strade sono inagibili, alcune comunità sono rimaste isolate e i seggi sarebbero temporaneamente inaccessibili. La pioggia, al momento, sarebbe diminuita in gran parte del sud-ovest, ma i danni pregressi continuano ad ostacolare gli spostamenti. Il problema è particolarmente significativo nelle comunità rurali e nelle riserve indigene, dove le distanze dai seggi sono spesso elevate. La situazione più delicata riguarda alcune comunità della Navajo Nation, dove le autorità hanno dovuto introdurre procedure straordinarie per permettere agli elettori di votare: nello Utah, ad esempio, le autorità hanno autorizzato eccezionalmente il voto elettronico per gli elettori della contea di San Juan impossibilitati a raggiungere i seggi. In Arizona, invece, le autorità elettorali hanno lavorato per garantire l’accessibilità dei centri di voto dopo le precipitazioni record degli ultimi giorni.
Aggiornato il 03 novembre 2026 alle ore 17:37
