Cornuti e mazziati
Pedro Sánchez (Ansa)

Con pochissima vergogna e molta ignoranza, la Salis ha affermato che “Ceuta non è Spagna. Ceuta non è Europa. Geograficamente è Africa e storicamente è un residuo del colonialismo europeo”, e non in un momento qualunque né in una sede qualsiasi, ma nientemeno che a Strasburgo, durante il dibattito sulla necessità di una risposta coordinata degli Stati membri per proteggere le frontiere esterne dell’Ue, calpestando l’esigenza d’aiuto dei cittadini di Ceuta ‒ che pagano anch’essi il suo stipendio ‒ e svendendo il suolo europeo.

Sicuramente difenderà anche la porta che il Marocco ha installato nella zona di confine nota come “terra di nessuno” che, tuttavia, ricade sotto la sovranità spagnola, il protrarsi e l’estensione degli insediamenti, le occupazioni di abitazioni e le migliaia di immigrati che rimangono nascosti nella città (la Confederazione Spagnola di Polizia parla di oltre 300 case pollaio). E, molto probabilmente, sosterrà anche gli attivisti di Pamplona ‒ una delle città più emblematiche della Spagna ‒ “Negu Gorriak Derecho a Techo” (che ha appena rimosso la parte in basco dal proprio nome che rievocava un gruppo musicale denunciato diverse volte per apologia del terrorismo), i quali condividono l’ideologia indipendentista degli eredi dell’organizzazione terroristica basca ETA (Euskadi Ta Askatasuna, Paese Basco e Libertà), EH Bildu, ovvero i colleghi del gruppo parlamentare della Salis (The Left - GUE/NGL) che si sono recati a Ceuta per prestare soccorso agli immigrati, ovviamente non ai propri connazionali. In questo caso la Policía Nacional ha fatto effettivo uso di fumogeni e manganelli per dissuadere i cittadini di Ceuta che cercavano di impedire l’ingresso nella loro terra al gruppo navarro, il quale nel proprio appello invocava la “disobbedienza civile” e la “resistenza” come strategia di azione diretta contro le politiche d’accesso e di controllo di frontiera dell’Unione Europea.

Cornuti e mazziati! Così si sentono questi cittadini europei che da due mesi hanno perso i propri diritti fondamentali, come la salubrità, la libertà e la sicurezza, mentre Pedro Sánchez parla all’Onu di legalità, tutela dei diritti e decenza proclamando, proprio senza alcuna decenza, un modello globale in cui la sicurezza e le libertà vadano sempre di pari passo, ma applicando due pesi e due misure, poiché continua a non adottare alcuna misura a beneficio degli abitanti di Ceuta.

Tende e moduli di accoglienza si trovano ancora nei pressi di scuole e asili nido e, nel porto, vicino alla sottostazione elettrica che rifornisce l’intera città e a vari depositi di carburante; un tribunale di Ceuta sta accertando se membri di associazioni umanitarie abbiano fornito agli immigrati ordigni artigianali o bombolette di gas da usare contro le forze di sicurezza; un giudice sta esaminando il ritrovamento di carcasse di gatti mutilati e smembrati, in “azioni compatibili con l’attività umana” denunciato dall’associazione Zeolandia; e, mentre i cittadini esigono un dispiegamento permanente e inflessibile delle forze dell’ordine per garantire il controllo del confine, il Governo, senza ancora concedere ai militari lo status di agenti dell’autorità, li dota di spray al peperoncino (la stessa arma che portano nello zaino della scuola o dell’università gli studenti che hanno il coraggio di andare a lezione).

Questa è la triste realtà che vive oggi la frontiera d’Europa: non si tratta di “propaganda” proveniente dalla destra, come sostengono la Salis e la Boldrini, per la quale non esiste alcuna emergenza “perché lo dicono i dati”. Forse i dati del governo spagnolo, ma non certo quelli degli operatori sanitari, dei magistrati e delle forze dell’ordine: 20 operatori sanitari di Ceuta si trovano sotto sorveglianza epidemiologica per essere entrati in contatto con un immigrato affetto da tubercolosi, oltre 200 immigrati sono stati espulsi dopo aver commesso reati (almeno 3 con precedenti legati al jihadismo), i tribunali d’istruzione della città autonoma hanno avviato in 46 giorni ben 37 indagini preliminari per aggressioni o molestie sessuali, 3 immigrati sono stati arrestati per aver tentato di rapire due minorenni… Cos'altro deve ancora succedere?

Ora è tutto sottosopra: gli immigrati acclamano Sánchez e Marlaska mentre i cittadini di Ceuta e gran parte degli spagnoli li insultano; Schlein continua a citare la Spagna di Sánchez come punto di riferimento per la libertà d’informazione, mentre il Ministero dell’Interno ha riconosciuto l’esistenza di un “documento di lavoro” redatto dall’Ufficio di Comunicazione del Governo, nel quale sono stati schedati e classificati ideologicamente circa 280 giornalisti, opinionisti e dirigenti dei media. Predicare bene e razzolare male: è questa la strategia di Sánchez che sembra continuare a far presa su una parte della sinistra europea come il mantra di un Sommo Predicatore, portandola a scambiare lucciole per lanterne.

Aggiornato il 29 settembre 2026 alle ore 11:02