Fatima Ezzahra El Mansouri: La donna del centrodestra più potente del Marocco
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Il Marocco apre una nuova fase politica con un risultato elettorale che ridisegna gli equilibri della Camera dei rappresentanti. Il dato centrale è l’affermazione del blocco moderato guidato da Pam, Rin e Istiqlal, che conquistano complessivamente 228 seggi su 395 e superano la soglia di maggioranza assoluta fissata a 198.

Il Partito dell’autenticità e della modernità (Pam) guida la nuova aula diventando la prima forza del Paese con 97 seggi. Segue il Raggruppamento nazionale degli indipendenti (Rni) con 66 deputati, mentre l’Istiqlal ne ottiene 65. È un podio che evidenzia il peso raggiunto dal centro e dal centrodestra, consolidando un asse politico d’ispirazione riformista e pragmatica.

Il successo del Pam assume un significato ancora più rilevante perché porta in primo piano la figura della sua coordinatrice, Fatima Ezzahra El Mansouri. Avvocato con un solido percorso istituzionale come sindaca di Marrakech e ministra del Territorio, dell’Urbanistica e della Casa, El Mansouri si attesta come la candidata naturale alla guida del prossimo esecutivo.

Se il Re Mohammed VI le conferirà l’incarico, El Mansouri diventerà la prima donna a guidare un governo nella storia del Marocco e la seconda nel mondo arabo dopo la tunisina Najla Bouden. La nomina formale e la composizione dell'esecutivo restano comunque da definire, ma l'intesa strategica tra le tre forze di maggioranza garantisce al’alleanza una base particolarmente solida per affrontare la legislatura. Questo esito premia la stabilità istituzionale, confermando l’orientamento degli elettori verso un programma focalizzato sul rafforzamento delle infrastrutture nazionali e sulla tenuta macroeconomica del Paese.

Il balzo del Pam misura il cambio di passo rispetto alla precedente tornata. Nel 2021 il partito aveva ottenuto 87 seggi, mentre oggi ne raccoglie 97 conquistando il primato. L’Rni, che cinque anni fa aveva ottenuto il maggior numero di seggi, si attesta al secondo posto e l’Istiqlal completa un quadro che ratifica la stabilità del blocco moderato e la continuità dell’azione di governo.

Sul versante opposto, la presenza della sinistra risulta fortemente ridimensionata, segnando una battuta d’arresto per l’area progressista nel panorama politico nazionale. L’insieme dei partiti di questa coalizione, tra cui spiccano l’Unione socialista delle forze popolari (Usfp) e il Partito del progresso e del socialismo (Pps), si ferma ad appena otto seggi complessivi.

La nuova conformazione della Camera lascerà, dunque, ben poco margine di manovra tattico e legislativo alle opposizioni d’ispirazione socialista, confinandole a un ruolo defilato nel dibattito parlamentare.

In attesa che i dati ufficiali del Ministero dell’Interno definiscano la composizione di genere complessiva del nuovo Parlamento, l'ultima tornata registra un avanzamento evidente per la rappresentanza femminile. La partecipazione delle donne ha infatti raggiunto il 39 per cento dei candidati totali, pari a 2.659 iscritte nelle liste. La presenza di 90 seggi riservati alle circoscrizioni regionali femminili, unita al ruolo di primissimo piano raggiunto da El Mansouri, trasforma la parità di genere in un pilastro concreto della nuova stagione politica marocchina.

Aggiornato il 25 settembre 2026 alle ore 10:06