L’Ucraina è passata al contrattacco. Nelle ultime ore, un raid attribuito alle forze di Kiev ha colpito un autobus in transito nella regione di Donetsk controllata da Mosca, provocando numerose vittime, almeno otto. Secondo quanto riferito dalle autorità filorusse, il mezzo era diretto da Mosca a Simferopol, in Crimea, quando è stato centrato nei pressi della località di Yenakiyevo. “Secondo le prime informazioni, sette civili sono stati uccisi. Altre 11 persone hanno riportato ferite di varia gravità e stanno ricevendo le cure necessarie”, ha scritto su Telegram Denis Pushilin, responsabile dell’amministrazione locale insediata dalla Russia. Successivamente, le autorità hanno comunicato che le vittime sono salite a otto, mentre dieci persone risultano ferite. Mosca ha reagito con fermezza all’episodio: la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha parlato di una vera e propria “caccia all’uomo” contro la popolazione civile. Intanto il Comitato investigativo russo ha aperto un procedimento sulla base dell’articolo 205 del Codice penale relativo agli atti di terrorismo.
Nella città meridionale di Kherson, un attacco russo ha provocato la morte di una donna di 86 anni. A renderlo noto è stato il capo dell’amministrazione militare locale, Yaroslav Shanko. Nel frattempo, Kiev ha rivendicato una serie di operazioni a lungo raggio condotte durante la notte contro infrastrutture strategiche del nemico. Tra queste, “il terminale petrolifero di San Pietroburgo. Dalla nostra frontiera statale ucraina a questo obiettivo dell’industria petrolifera russa, che lavora per la guerra, ci sono circa 1.100 chilometri. Sono stati raggiunti anche obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt”. Con questo messaggio pubblicato su Telegram, il presidente Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’operazione proprio nel giorno di apertura dello Spief di San Pietroburgo, il forum economico internazionale promosso dal Cremlino e spesso definito la “Davos russa”. Il leader ucraino ha poi aggiunto: “Un altro obiettivo è un’impresa nella regione di Tambov, coinvolta nella produzione di armi russe. La distanza dalla linea del fronte è di quasi 600 chilometri. Grazie ai nostri soldati per la loro precisione. Il piano ucraino di sanzioni a lungo raggio viene eseguito esattamente come necessario per avvicinare la pace. Gloria all’Ucraina”.
Il capo di Kiev, inoltre, ha annunciato che l’Ucraina sta lavorando con le istituzioni europee alla definizione del 21° pacchetto di sanzioni contro la Federazione russa. “Ci aspettiamo che le nostre proposte di sanzioni contro l’Ucraina funzionino”, ha affermato Zelensky nel consueto videomessaggio serale, sottolineando la necessità di rafforzare gli strumenti per contrastare l’elusione delle misure restrittive. Secondo il presidente ucraino, Kiev sarà presto capace di limitare ulteriormente la produzione militare russa. Le trattative tra gli Stati membri dell’Ue puntano a raggiungere un’intesa entro la prossima settimana. Saranno coinvolte le entrate derivanti dall’export petrolifero, il sistema bancario russo e la cosiddetta flotta ombra utilizzata da Mosca per aggirare le restrizioni internazionali. Kiev ha inoltre ricevuto la visita a sorpresa del segretario generale della Nato, Mark Rutte, giunto nella capitale ucraina dopo i recenti e massicci raid aerei russi contro la città. Assieme a lui c’è tutto il consiglio atlantico, i rappresentanti permanenti dei 32 alleati (o i vice) e il presidente del comitato militare della Nato Giuseppe Cavo Dragone. “Si tratta di un forte messaggio dell'Alleanza all'Ucraina”, spiega un'alta fonte alleata. L’arrivo è stato annunciato dalla compagnia ferroviaria nazionale Ukrzaliznytsia. “Questa visita è estremamente importante, come le precedenti, perché rappresenta un gesto di solidarietà e sostegno da parte dell’Alleanza verso il nostro Paese”. Anche nel momento più travagliato della sua storia, la Nato sa da che parte stare.
Aggiornato il 03 giugno 2026 alle ore 15:04
