L’Iran attacca il Kuwait: numerosi i feriti

Si aggrava il bilancio dell’attacco sul Kuwait operato dall’esercito iraniano. Secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero della Salute del Kuwait, Abdullah al-Sanad, gli attacchi hanno provocato almeno 63 feriti e una vittima, distribuiti nelle diverse strutture ospedaliere del Paese. Il responsabile sanitario ha precisato che i feriti sono stati “accolti e distribuiti tra gli ospedali”, aggiungendo che “tra questi vi sono casi gravi con ferite alla testa, emorragie cerebrali, amputazioni e lesioni causate dalle esplosioni”. Le Guardie rivoluzionarie hanno rivendicato l’operazione, sostenendo di aver colpito con missili e droni la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait, e il quartier generale della Quinta flotta statunitense in Bahrain. L’azione, secondo Teheran, rappresenta una risposta diretta agli attacchi americani. “In risposta all’aggressione Usa”, affermano i pasdaran, sono stati presi di mira i principali asset militari americani nell’area. “Il nemico non ha altra scelta che accettare le nuove regole che l’Iran e le sue forze armate hanno imposto sul campo di battaglia, in particolare per quanto riguarda il controllo dello stretto di Hormuz”, si legge nel comunicato rilasciato dai pasdaran e citato dalla televisione di Stato. “La resistenza continuerà con forza fino al completo annientamento dei complotti dell’arroganza, al loro ritiro dall’Asia occidentale, alla liberazione della Palestina e alla distruzione di Israele”. Il Ministero della Difesa del Kuwait, tuttavia, ha reso noto che le forze armate nazionali sono riuscite a intercettare 13 missili balistici e 17 droni provenienti dall’Iran. Nonostante l’intervento delle difese aeree, numerosi detriti sarebbero precipitati in aree residenziali e infrastrutture strategiche.

Nel frattempo, dagli Stati Uniti arriva una netta smentita delle rivendicazioni iraniane. Il Comando centrale americano (Centcom) ha affermato che gli attacchi lanciati da Teheran contro le installazioni militari statunitensi non hanno raggiunto alcun obiettivo. Tutti gli attacchi iraniani “contro le forze americane sono falliti. Restiamo vigili e pronti a difenderci dall’aggressione iraniana”. Il Centcom ha definito “falso” quanto sostenuto dalle Guardie rivoluzionarie riguardo al presunto successo dell’operazione contro la Quinta flotta in Bahrain e altre basi nella regione. Secondo il comando militare statunitense, le forze americane “hanno sconfitto con successo diversi missili e droni iraniani, e condotto raid difensivi sull’isola di Qaeshm”. Nella ricostruzione fornita da Washington, l’Iran ha lanciato “diversi missili balistici verso i Paesi vicini nella regione e tutti hanno fallito nel centrare i loro target. Due missili lanciati al Kuwait si sono spezzati in rotta e tre lanciati al Bahrein sono stati intercettati. Alcuni momenti prima, le forze americane hanno abbattuto tre droni lanciati dall’Iran verso marinai civili che stavano transitando nelle acque regionali”. Il Centcom ha inoltre precisato che “le forze americane hanno anche condotto attacchi difensivi a una stazione di controllo militare iraniana a Qaeshm”, confermando quindi operazioni di risposta sul territorio iraniano.

Da Teheran, però, la versione è opposta. In una nota diffusa dalla televisione di Stato Irib, l’esercito iraniano ha ribadito la legittimità dell’azione militare. “Avevamo precedentemente avvertito che in caso di aggressione, la risposta sarebbe stata diversa e più severa; e stasera abbiamo dato seguito alla nostra parola. A seguito dell’attacco statunitense a un’antenna di telecomunicazioni e a una petroliera iraniana, abbiamo preso di mira la Quinta flotta degli Stati Uniti e una base aerea statunitense nella regione”. Anche le Guardie iraniane hanno confermato la propria versione dei fatti. “Gli Stati Uniti hanno nuovamente preso di mira con missili aerei una torre di comunicazione dell’Irgc situata a sud dell’isola di Qeshm – hanno affermato i pasdaran riportati da Iran International – In risposta a questo attacco, la Forza aerospaziale dell’Irgc ha colpito con missili e droni una base aerea ed elicotteristica statunitense situata in un paese della regione, nonché il quartier generale della Quinta flotta statunitense”.

Aggiornato il 03 giugno 2026 alle ore 15:10