Quale è il vero avversario politico-animalista del premier spagnolo Pedro Sánchez? Un toro: avete capito bene, quello della corrida. E sì, perché in una Spagna artificialmente woke, in cui i diritti delle donne risultano demagogicamente eccedere quelli dei maschi negletti, ex patriarchi e sempre più disoccupati nelle fasce giovanili, qualcosa sta accadendo con la scelta di radicalizzazione a destra della fascia d’età che va dai 18 ai 34 anni. Se n’è accorto, tra gli altri, il paludato e serissimo Financial Times, che dedica loro un intero editoriale, un po’ per la sorpresa di ritrovarsi tra i piedi una destra europea indigesta, un po’ per una curiosità folkloristica, in cui la politica si miscela a fatti di costume. In passato, infatti, la scelta animalista di Sánchez di boicottare la corrida è servita da coagulo e collante alla destra radicale di Vox per attirare gli elettori più anziani, desiderosi di mantenere viva una tradizione molto antica, la tauromachia, le cui origini nel caso della Spagna risalgono addirittura all’Ottocento dopo Cristo. Oggi, però la rivitalizzazione di Vox ha tutt’altre motivazioni: i giovani spagnoli, infatti, sono sempre più decisamente contrari alle politiche di Sánchez e della sinistra storica per quanto riguarda sia l’economia che l’immigrazione. E il bello è, come accade da tempo anche qui in Italia dove la sinistra “ha perso il suo soggetto” (Gianni Cuperlo dixit), che molti elettori della (ex) classe operaia guardano alla destra estrema per far valere le loro rivendicazioni. Infatti, se le giovani donne spagnole si mantengono più a sinistra dei loro coetanei maschi, questi ultimi invece preferiscono rivolgersi a destra per protesta contro il Governo Sánchez, che invece vanta da parte sua un pieno successo nella ripresa economica da record nel post-pandemia.
Le punte di diamante di questo malcontento, a parti rovesciate rispetto all’esperienza italiana della Generazione Zeta (nati dal 1997 al 2012) e dei Millennials (nati dal 1981 al 1996), sono le band di rapper e di influencer di destra, che denunciano senza mezzi termini l’abisso che separa la narrazione ufficiale (del benessere in aumento) dalla realtà sociale ed economica in cui vive la maggior parte dei giovani spagnoli. E sono loro a lamentarsi sia degli affitti impraticabili, per chi vuole farsi una nuova famiglia, sia dell’immigrazione incontrollata, responsabile dell’aumento del tasso di criminalità. In merito, ricalcando il programma Maga, Vox è favorevole alla costruzione di muri fisici nelle enclave spagnole del Nord Africa (Ceuta e Melilla). Un’altra parte sostanziale del malcontento popolare deriva dalla politiche “femministe” del Governo attuale, che creano una sperequazione di diritti a favore delle donne, al quale si somma una corruzione dilagante, che ha sfiorato lo stesso Sánchez, a causa di alcuni scandali finanziari legati a sua moglie. Motivo per cui, se si votasse oggi, Vox sarebbe il primo partito nella scelta degli elettori più giovani. Tra l’altro, per molti di loro la corrida non è un fatto folkloristico al quale si può tranquillamente rinunciare, dato che interi settori agricoli dipendono dalla tauromachia per mantenere redditizia la propria produzione. E, grazie a Donald Trump e al suo Maga, i populisti di Vox si sentono in buona compagnia, sospinti da una corrente politica globalizzata di destra, favorevole alla remigration e all’inasprimento dei controlli alla frontiera.
I punti di forza della propaganda politica di Vox sono: l’opposizione radicale al globalismo, all’ideologia woke e di genere, a favore di un nazionalismo identitario; la critica all’élitarismo e ai media mainstream, in base a un linguaggio che riecheggia le teorie del complotto stile Maga; la proposizione di un’alternativa all’attuale modello di integrazione europea sintetizzato nello slogan di “Make Europe Great Again” (Mega), derivazione diretta della politica trumpiana. Così, a partire da dicembre scorso, Vox ha ottenuto percentuali di tutto rispetto in tre elezioni regionali, assicurandosi il 17 per cento dei consensi in Extremadura, il 18 in Aragona e il 19 nelle recentissime elezioni in Castiglia e León. Così, il partito di Santiago Abascal (nella foto) ha raddoppiato i propri seggi, diventando l’ago della bilancia per la formazione dei governi regionali a guida conservatrice. Analogamente a Vox, in Uk anche la destra di Nigel Farage è al primo posto nel gradimento degli elettori inglesi, accreditata di un clamoroso 26 per cento dei consensi alle prossime legislative, che un Governo in grande difficoltà, come quello di Keir Starmer, potrebbe essere tentato di convocare anticipatamente. Idem in Francia, per quanto riguarda il Rassemblement National (Rn) quotato al 34 per cento e per Alternativa per la Germania (Afd), che i recenti sondaggi danno al 24percento. Pertanto, alle presidenziali francesi del 2027, essendo Emmanel Macron incandidabile per aver svolto due mandati consecutivi, si prospetta una nuova santa alleanza (contro natura) di centrosinistra per tentare di arginare la vittoria scontata del partito di Marine Le Pen, anche lei per ora incandidabile.
Considerato che nel 2027 si svolgeranno le elezioni legislative in Spagna, Vox è chiamato a operare la scelta strategica se appoggiare o meno il Partito popolare (Pp) centrista per la formazione di un nuovo Governo destra-centro. Dieci anni fa, la Spagna si trovava in una situazione esattamente opposta: la coalizione di centro destra del Pp, dilaniata da scandali per corruzione e con una disoccupazione al 20percento, favorì il successo della sinistra radicale di Podemos, oggi ai suoi minimi storici. Il suo leader, Pablo Iglesias, definisce Vox come attore politico rilevante per la “ri-fascitizzazione” della destra, che a suo giudizio vincerà le prossime elezioni perché ha saputo adattarsi alle nuove regole del gioco. Secondo Iglesias, “In società come la nostra ad elevata saturazione mediatica, la politica diventa tout-court lotta ideologica”, per cui conta solo ciò che si dice, rendendolo poi verosimile dopo averlo ripetuto un numero elevato di volte in televisione e sui social media.
“In ciò, l’estrema destra è assolutamente all’avanguardia, avendo appreso benissimo l’arte di dominare le emozioni”. Ma, malgrado la disoccupazione sia scesa al 10percento, i giovani si lamentano dei bassi salari e del costo esorbitante degli affitti, per cui l’attuale esecutivo socialista è percepito da parte dell’elettorato come fragile, logorato da crisi interne e dalle polemiche legate agli accordi con i partiti indipendentisti catalani e baschi. In sintesi, Vox capitalizza sul malcontento riguardante l’unità nazionale, l’immigrazione e le politiche agricole europee, temi che riscuotono successo specialmente nelle aree rurali e tra i giovani che cercano un’alternativa ai partiti tradizionali. Per il 2027, Sebbene il Pp sia attualmente il primo partito nei sondaggi, la sua incapacità di raggiungere una maggioranza assoluta rende Vox un partner indispensabile per riportare il centro-destra al Governo. Roba da far impazzire di gioia JD Vance!
Aggiornato il 01 aprile 2026 alle ore 10:17
