In questi giorni, si sente, spesso, richiamare il diritto internazionale per censurare l’intervento degli Stati Uniti d’America e dello Stato d’Israele contro la Repubblica islamica dell’Iran. Gli stessi censori non ricordano, però, la forte repressione di quel regime contro i dissidenti od anche, solo, soggetti con tendenze e stili di vita difformi da quanto prescritto. Questo non da ieri, ma da quando, nel 1979, il clero sciita fece il pesce d’aprile d’instaurare la teocrazia a suon di impiccagioni, fucilazioni, fustigazioni e altre amenità. Non è del tutto infondato dire che il diritto internazionale sia nato dispotico. La Pace di Vestfalia, firmata il 24 ottobre 1648, pose fine alle guerre di religione col sancire il diritto dei capi degli Stati di decidere la religione dei sudditi sul loro territorio. Quando, in uno Stato, l’esercizio di un diritto spetta a uno solo, quello è il dispotismo.
Già, tuttavia, con la Gloriosa rivoluzione britannica del 1688-1689, la Rivoluzione americana tra il tra il 1765 e il 1783, quella francese del 1789, si fece strada l’idea di diritti civili e politici dei cittadini e anche degli esseri umani in quanto tali. Però i due ambiti restarono a lungo distinti. Fu una conseguenza delle Due guerre mondiali del XX secolo e dei regimi totalitari e autoritari di alcuni Stati europei d’allora, se organizzazioni internazionali, a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, e poi la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu), firmata a Roma il 4 novembre 1950 ed entrata in vigore nel 1953, come trattato internazionale del Consiglio d’Europa, se la tutela dei diritti della persona ha cominciato a far capolino nel diritto internazionale. Tuttavia, nell’Organizzazione delle Nazioni Unite, una prassi ha portato alla presidenza della commissione, la quale avrebbe dovuto vegliare e riferire sull’osservanza di questi principi, esponenti di Stati come proprio la Repubblica islamica dell’Iran, mentre fustigava, impiccava, torturava in nome della legge coranica. Se si va in punto di diritto, bisogna dire, in base ai precetti internazionalistici: “Il più pulito ha la rogna”. A questo punto, una sola cosa vale per un liberale: quale è, nei fatti, il metodo più efficace, per duro che sia, per abbattere i despoti!
Aggiornato il 09 marzo 2026 alle ore 16:37
