In Italia c’è chi piange perché la Corte Suprema degli Stati Uniti con la sentenza sui dazi ha schiaffeggiato Donald Trump e chi invece ride per lo stesso motivo. Ovviamente i sentimenti così contrapposti sono causati dal filotrumpismo in sé o dall’antitrumpismo in sé piuttosto che da una spassionata considerazione giuridica e politica della sentenza, che invece conferma in concreto il carattere del costituzionalismo americano e riafferma solennemente lo Stato di diritto. La vicenda del mugnaio di Sans-Souci è il prototipo a riguardo. L’inerme cittadino che resiste all’Imperatore di Prussia nientemeno, appellandosi al giudice di Berlino, una corte suprema anche lì. La Corte Suprema degli Stati Uniti assomma i poteri giurisdizionali della Corte costituzionale e della Corte di cassazione. Di fatto, è una “potenza atomica”. Essa costituisce il “contrappeso” del Legislativo e dell’Esecutivo e l’ultima istanza del Giudiziario. Un baluardo della Costituzione americana, cioè dello Stato di diritto fermamente perseguito dai Padri Costituenti. Domandarsi chi abbia vinto e chi abbia perso nella vertenza daziaria intentata dall’ostinato piccolo imprenditore che ha citato in giudizio il Presidente degli Stati Uniti nientemeno, è un modo allegorico di porre la questione, facendo riferimento al più diffuso linguaggio calcistico.
Sennonché, le sentenze dei padreterni della Corte Suprema somigliano a una partita di pallone solo in questo, che rappresentano l’arbitro che fischia la fine. Il vincitore vero, che la sentenza sui dazi stabilisce giudiziariamente, non appartiene né ai democratici né ai repubblicani “anti-Maga” né agli antitrumpiani italiani. È lo Stato di diritto, apprezzato se serve alle tesi, pure quando strampalate, di coloro che ne sproloquiano senza intenderlo. Del resto, neppure quelli che amano compiacersene mostrano sempre di averne contezza. Fate la prova come faccio io quando sento un interlocutore riferirsi allo Stato di diritto: “Per te cosa è; come lo definiresti?”. Quasi sempre ricevo risposte disarticolate. Infatti, lo Stato di diritto, in essenza, è proprio questo: lo Stato che assicura ai cittadini il diritto di agire contro lo Stato senza temerne conseguenze illecite o proditorie. La sentenza sui dazi lo comprova negli Stati Uniti. Del resto, sul frontone greco della Corte Suprema è inciso il principio “Equal justice under law”, eguale giustizia sotto la legge. In senso più profondo e completo significa “governo della legge” invece del “governo degli uomini”. Forse Donald Trump non ha letto o non ha meditato l’epigrafe.
Aggiornato il 24 febbraio 2026 alle ore 14:20
