Si è chiusa la carriera di uno dei criminali più temuti del mondo. Sotto il piombo dell’esercito messicano. Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, è stato eliminato in Messico dai militari. Il leader del Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng), il ricercato numero uno tra i narcos, era da anni nel mirino congiunto di Città del Messico e di Washington. Sulla sua testa pendeva una taglia da 15 milioni di dollari fissata durante la presidenza di Donald Trump, che ha fatto della lotta al narcotraffico una delle sue bandiere. L’operazione decisiva è scattata nello Stato di Jalisco, in coordinamento con le autorità statunitensi. A confermarlo è stato il ministero della Difesa messicano. E subito dopo il blitz, il sud dello Stato è precipitato nel caos. La vendetta dei criminali si è concretizzata con incendi, barricate, veicoli dati alle fiamme e arterie stradali bloccate, in una reazione violenta che ha mostrato la capacità del cartello di paralizzare interi territori.
Durante l’intervento, “il personale militare è stato attaccato – ha affermato Città del Messico – e, per legittima difesa, ha respinto l’aggressione, causando la morte di quattro membri del gruppo criminale Cjng sul posto e il ferimento grave di altri tre, deceduti durante il trasporto aereo a Città del Messico”. Tra questi ultimi si riferisce, c’era anche El Mencho. Il bilancio è pesante tanto quanto provvisorio: sarebbero almeno 26 morti nelle ore successive all’eliminazione del capo del cartello. Tra le vittime civili figurerebbe anche una donna al terzo mese di gravidanza. Sul fronte delle forze dell’ordine si contano almeno 17 caduti: 15 membri della Guardia nazionale, un agente della procura e una guardia carceraria. Otto, invece, sarebbero i decessi tra i criminali. Le autorità hanno proceduto anche a 27 arresti: 11 per gli scontri armati e 14 per saccheggi ai danni di attività commerciali e istituti di credito. Il clima è ancora rovente, e ogni esibizione rischia di finire in tragedia. Per questo la Federación mexicana de fútbol ha annunciato la sospensione della gara di prima divisione tra Querétaro e Juárez, prevista nella città di Querétaro. Stop anche alle partite domenicali della Liga premier e della Expansion league MX nelle città di Guadalajara, Puerto Vallarta e Tampico, oltre agli incontri della lega femminile, compreso il “classico” tra Guadalajara e América allo stadio Akron di Zapopan.
Dai cronisti, la morte di Oseguera Cervantes è stata accostata agli arresti di Ismael El Mayo Zambada nel 2014 e di Joaquín El Chapo Guzmán, figure chiave dell’ex cartello di Sinaloa. Come loro, El Mencho aveva costruito un’aura di invincibilità alimentata da una strategia di violenza sistematica e da un controllo capillare delle rotte e dei territori. A Washington la notizia è stata accolta con favore. “L’uccisione di El Mencho, uno dei più spietati e sanguinari boss della droga, è una grande notizia per il Messico, gli Stati Uniti, il Sud America e il mondo”, ha affermato il vicesegretario di Stato Christopher Landau, dichiarandosi al tempo stesso “preoccupato” per le scene di violenza in corso nel Paese.
L’ondata di disordini ha avuto ripercussioni anche sui collegamenti aerei. Diverse compagnie statunitensi, tra cui United Airlines e Delta, hanno cancellato voli diretti all’aeroporto di Puerto Vallarta; stop anche da parte di Air Canada. Il governatore di Jalisco, Pablo Lemus, ha attivato un’allerta rossa dopo il blitz avvenuto nel Comune di Tapalpa. “Singoli individui hanno incendiato e bloccato le strade con veicoli per ostacolare l’azione delle autorità – ha affermato – Ho ordinato la convocazione immediata di una task force di sicurezza con autorità di tutti e tre i livelli di governo e l’attivazione dell’allerta rossa per prevenire atti contro la popolazione”. Analoga mobilitazione nel confinante Stato del Michoacán, dove il governatore Alfredo Ramírez Bedolla ha disposto un rafforzamento dei controlli sull’intero territorio. Infine, al porto di Manzanillo, il principale scalo commerciale del Messico, sono state sospese le operazioni dell’ufficio doganale.
Aggiornato il 23 febbraio 2026 alle ore 14:03
