Oggi si tiene la prima riunione del Board of Peace per la Striscia di Gaza. Il vertice inizia alle 9 ora locale di Washington, le 15 in Italia, ma non durerà che tre ore. Dal programma quotidiano di Donald Trump fornito dalla Casa Bianca, infatti, emerge che il presidente alle 13.50 ora locale, le 19.50 in Italia, dovrà essere nella città di Roma, in Georgia. Il che vuol dire che lascerà la riunione almeno alle ore 12. Intanto negli Stati Uniti è arrivato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina rappresenterà l’Italia come osservatrice, su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La prima riunione formale del Board sarà l’occasione per un aggiornamento sull’attuazione del Piano di Pace in 20 punti dell’Amministrazione americana siglato a Sharm El Sheik lo scorso ottobre e sui progetti d’investimento e di ricostruzione della Striscia. Anche Germania, Regno Unito, Norvegia e tanti altri Paesi europei partecipano da osservatori. Parteciperanno alla riunione il capo del comitato tecnocratico palestinese, Ali Sha’at, il mediatore designato per il Board, il bulgaro già coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medioriente Nickolay Mladenov, e la larga maggioranza dei membri del Board e degli osservatori, inclusi rappresentanti della presidenza cipriota della Ue e della Commissione europea.
Frattanto, come riferisce il Guardian, l’Amministrazione Usa pianifica “la costruzione di una base militare” per 5mila unità nel sud di Gaza, estesa su una superficie di oltre 1,4 chilometri quadrati. Il sito è previsto come base operativa militare per una futura Forza internazionale di stabilizzazione (Isf), aggiunge il giornale confermando quanto previsto dal Piano Trump per Gaza. I documenti esaminati dal Guardian indicano che la base a Gaza sarebbe situata in una “distesa arida” nel sud della Striscia, un’area pesantemente colpita in precedenza da bombardamenti israeliani. La zona è già stata ispezionata da un consorzio internazionale di aziende del settore della costruzione, secondo una fonte a conoscenza del progetto. Il piano prevede inoltre che la base sia recintata da filo spinato e circondata da 26 torri di osservazione. Al suo interno dovrebbe esserci un poligono per armi leggere, diversi bunker e un magazzino per armamenti.
Quanto scritto dal Guardian segue indiscrezioni riportate giorni fa da media israeliani, dopo che era stato riferito di un impegno assunto dalle Forze armate indonesiane per mettere a disposizione migliaia di soldati in sostegno al piano per Gaza promosso da Trump. Per consentire loro di operare nella Striscia, stando a tali indiscrezioni, era stata individuata un’area sotto controllo israeliano lungo la Linea gialla, dove realizzare una base dedicata nei pressi di Rafah. La proposta di istituire una Forza di stabilizzazione internazionale (Isf) per assicurare la cessazione delle ostilità a Gaza è stata autorizzata lo scorso novembre dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il Guardian riferisce che funzionari del Comando Centrale statunitense hanno indicato di girare al Board of Peace tutte le domande sulla base militare progettata a Gaza, mentre un funzionario dell’amministrazione Trump si è limitato a commentare che “come ha detto il presidente, nessun soldato statunitense sarà sul terreno” e che “non verranno discussi documenti trapelati” alla stampa.
Aggiornato il 19 febbraio 2026 alle ore 15:58
