Ranucci, la sinistra e il sequestro dell’Italia

Il governo laborista di Sua Maestà Britannica consiglia cittadini e residenti del Regno Unito a far riserve in casa. Si prendono in considerazione le minacce della Federazione Russa: di attaccare, anche con armi nucleari, siti, nel territorio dell’Alleanza Atlantica o dell’Unione europea, da cui provengono armi rifornite all’Ucraina, o in cui militari ucraini vengano istruiti. Il governo fondamentalista islamico dell’Iran minaccia, con missili con una gittata che può raggiungere l’Europa, gli Stati nel cui territorio sussistano basi militari nordamericane. È in corso un conflitto commerciale, a colpi di dazi doganali, che squassa l’Occidente e l’indopacifico. Ma tutto questo, sulle testate giornalistiche italiane, è in secondo piano.

I titoloni sono riservati alla telenovela Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola. Vicenda cavalcata da una sinistra senza alcun programma, poiché divisa su ogni argomento. Adesso la dirigenza dell’ente radiotelevisivo pubblico ha estromesso il Sigfrido da una trasmissione d’inchieste a senso unico, contro la destra di governo; allora si è mobilitato l’ambiente giudiziario e forense di sinistra per ricorsi che blocchino non il licenziamento, ma il trasferimento del fazioso conduttore ad altra mansione. Il mondo, speriamo di no, ma, dai segnali, potrebbe essere sull’orlo di esplodere, e si devia l’attenzione politica nazionale verso una faccenducola interna, innescata da un ordigno dimostrativo che, oltre tutto, ha fatto cilecca. Chi legge decida se questo è disfattismo o provincialismo.

Aggiornato il 31 agosto 2026 alle ore 09:59