Non si trova il mandato di cattura per Zelens’kyj

Sassolini di Lehner

Mamma Historia racconta da sempre che chi giudica in genere parteggia. A Norimberga procuratore capo era il sovietico Roman Rudenko, equo quanto un tifoso juventino. Tra i giudici spiccavano Iona Timofèevič Nikìtčenko e Aleksàndr Fëdorovič Volčkòv, altri due giureconsulti allievi dell’assassino legale Andrej Januar’evič Vyšinskij. Accusarono e, quindi, giudicarono gli orrendi crimini dei nazisti anche i responsabili del bestiale eccidio di Katyn’. Potevano ritenersi giudici credibili i complici politici e morali dell’ecatombe di 24mila polacchi? In quelle fosse della provincia di Smolensk le ossa di ufficiali, economisti, politici, professionisti, intellettuali, artisti, insomma l’élite e la futura classe dirigente della Polonia, preventivamente cancellate, in vista della progettata russificazione.

Attualmente, la Corte penale internazionale si disinteressa dei 100mila persiani – la cifra è, purtroppo, in costante divenire – giustiziati, fucilati o giugulati dal regime teocratico iraniano. Intanto, ha emesso mandato di cattura nei confronti di Benjamin Netanyahu, nonché di Vladimir Putin. Oggi, la Procura capitolina incrimina mezzo governo dello Stato d’Israele. Giustizia giusta? O dilagante psicosi pro-Pal? Di contro, nessun pubblico ministero occidentale ha nulla da dire sui crimini di Volodymyr Zelens’kyj. Certo, è un aggredito, ma tale condizione non giustifica la strage, 22 maggio scorso, di innocenti ed inermi ragazzi russi del collegio dormitorio di Starobilsk. 21 studenti uccisi e 39 feriti non furono l’esito di un’azione bellica o di un tragico errore di mira, ma il risultato di un crimine contro l’umanità premeditato e studiato con cura per cercare “l’effetto panico”. Sostenere l’Ucraina non dovrebbe giammai comportare complicità con gli orrori, né alimentare lo scandaloso arricchimento, grazie ai miliardi europei, degli oligarchi e dei troppi corrotti di Kiev. In attesa del silenzio assordante della Cpi, altrimenti detta Corte parziale internazionale, sarebbe in caso di cercare dove si sia cacciato il giudice di Berlino.

Aggiornato il 28 maggio 2026 alle ore 11:35