Dall’elogio all’invasione della follia

Sassolini di Lehner

Diletti lettori de L’Opinione delle Libertà, mi preme farvi partecipi della mia gioia infinita. L’Europarlamento, l’istituzione che ha sostituito il manicomio, dopo lunga riflessione ha deciso che io medesimo posso partorire. Ero nata femmina, ma siccome la natura va corretta, stigmatizzata, punita e rinnegata, sono trans-itata verso la mascolinità. Divenuta di genere maschile, quasi bullo muscolare, personcina più che per-pene, ebbi timore di perdere il diritto civile d’essere inseminato ed ingravidato. Ora, gli europarlamentari, scappati in massa dalle cliniche psichiatriche, orgogliosi della loro camicia di forza, dopo aver sfilato nel classico pazzo pride, hanno sentenziato che io, in quanto fluidificato nella virilità, è “normale”, quasi doveroso, che partorisca. I tedeschi, ispirati da un Volksgeist sempre più demente, avevano già legiferato sui maschietti, quelli neppure transitati, autorizzandoli a partorire legalmente. Non più “mammo”, bensì “uomo-mamma” a tutti gli effetti. In Germania, non nuova ai legislatori matti da legare, l’uomo potrà, per giunta, figliare a qualsiasi età. Auguri, ad esempio, a Pier Luigi Bersani, passato dall’Urss, compreso il patto Molotov-Ribbentrop – all’Eurss, che, da compagno conformista, potrebbe credersi puerpera, sgravando senza problemi all’età di 75 anni. L’elogio della follia di Erasmo da Rotterdam è, dunque, stato preso alla lettera.

Sovranisti condizionati dal viziaccio dell’amor patrio, vannacciani contrari all’invertimento verticale e orizzontale, euroscettici e quant’altri poco di eurobuono potrebbero mormorare che, con tutti i gravi problemi del Vecchio continente, strapaghiamo degli alterati mentali affinché traducano il loro delirio in norme. Il vero problema, tuttavia, per quanto ci riguarda, risale al 13 maggio 1978, quando un Parlamento di irresponsabili buonisti varò la legge Basaglia, che vietò l’ospedalizzazione coatta dei malati mentali, senza provvedere ad attuare una seria alternativa. A dirla tutta, bisogna precisare che per “psichiatria democratica” più che buonismo fu matto-leninismo, giacché gli psichiatri golpisti supposero che l’alienato in libertà avrebbe contribuito a smantellare il sistema borghese-capitalistico e la cornice liberaldemocratica, aprendo le porte al paradiso sovietico.

Da allora, non solo da noi, essendosi diffuso ovunque il basaglismo, i disagiati più o meno pericolosi gravano sulle famiglie, sulla società, sulla qualità media della vita, sui pronto soccorso intasati dalle vittime degli psicotici. E soprattutto grava su di noi una miriade di squilibrati, che ha invaso partiti, movimenti politici, corti di giustizia, sindacati, informazione, spettacolo, burocrazia, Istituzioni, parlamenti nazionali e l’Europarlamento. Così, l’elettroshock lo fanno periodicamente a noi, per farci credere che l’anormale sia normale e sano, che la megalomania sia savia, che noi bipedi, non il Sole, siamo responsabili del clima, che gli asini volano, che vermi, grilli e cavallette siano meglio di una fiorentina, che i sessi non esistono, che il maschio sgrava spesso e volentieri e che il tappino perfetto debba essere ammanettato alla bottiglia.

C’è di peggio. Ci imbottiscono di psicofarmaci da pensiero unico, per presentarci come cosa buona il riarmo della Germania, magari finanziato dai contribuenti europei. In verità, amici lettori, vi dico che i tedeschi ci hanno già infestato e impestato con due guerre mondiali, l’orrore di Lenin e di Adolf Hitler, entrambi creature del Reich, la carneficina di 6 milioni di ebrei, più altri sei milioni di polacchi, da sommare a 150 milioni di vittime del 1914-1918 e del 1939-1945. No, non è una buona cosa riarmare la Germania. È l’insano gesto del suicida programmato dai pazzi furiosi di Bruxelles.

Aggiornato il 16 febbraio 2026 alle ore 09:42