Mettere l’ideologia davanti alla realtà è un disastro. La tesi del Pd & Co. sull’Iran è deleteria. Lo è tanto più dopo il bagno di sangue di 50 o 70mila giovani inermi. Ma l’orrore delle posizioni neo-leniniste è che le stragi continuano dal 1979. Ebbene, dopo l’ultima, ciò che sulla rivista Left si dice e scrive è che gli Usa non devono attaccare l’Iran. Punto. La cosa pericolosa per la sinistra italiana è che non si accorge che da sempre gli ayatollah attaccano indisturbati il popolo iraniano...
E TU TACEVI.
Ululi alla luna solo ora che gli Usa potrebbero (ma Trumo lo farà?) porre fine all’orrore.
Tu, smentito da ciò che è appena successo, scrivi che gli iraniani ce la faranno da soli.
È come se dicessi a un poveraccio che ti tende la mano “Ce la farai da solo a mangiare e sopravvivere”.
E te ne andresti soddisfatto. Mentre invece avresti di che vergognarti.

È come se tu dicessi a una famiglia con la casa in affitto, il cui padre ha perso il lavoro: “Vedrete che prima o poi un lavoro lo troverete”. E con questo te ne andresti soddisfatto. Mentre invece avresti di che vergognarti. Poi dici che gli operai votano Lega piuttosto che la lista radical-chic dei garantiti...
È come se dicessi ai genitori di 60.000 ragazzi iraniani massacrati: “Prima o poi riuscirete a scacciare gli ayatollah!”. Ed è proprio ciò che sostengono... Eppure, essendo nipoti del Pci, alleato del Pcus e quindi fautore della dittatura del proletariato, dovrebbero sapere a menadito che una dittatura non permette mai al popolo di ritrovare la libertà.
È come se la sinistra di oggi dicesse ai partigiani di ieri, quelli che stavano in Italia e Germania sotto i regimi di Hitler e Mussolini: “Arrangiatevi da soli. Prima o poi qualcosa succederà!”. Per fortuna allore il democratico Franklin Delano Roosevelt intervenne, e l’Italia e la Germania furono liberate dagli angloamericani, e non dalla redazione di Left. Per fortuna.
INFINE
come è possibile parificare politicamente il massacro degli iraniani coi due morti di Minneapolis, due omicidi che certo non si possono vedere, ma parliamo di due assassinati (decideranno i giudici) contro 60.000 o 70.000 giovani iraniani (durante la presidenza Obama la Ice commise otto omicidi, ma nessuno fiatò, dalle parti della Left mondiale). Sempre il solito vizio degli odiatori: contano solo i loro interessi, per cui per gli stessi omicidi, in un caso (Obama) l’informazione tacque alquanto; mentre per l’altro (Trump) la notizia è diventata un meme e un mantra utile per ogni campo di discussione per mesi e anni.

INVECE
Su Left di febbraio 2026 trovo scritte le seguenti parole:
“(...) Ciò che è accaduto in Iran con proteste di massa e con le più giovani generazioni in prima fila, a costo della vita, rappresenta un fatto storico, drammatico e insieme dirompente: ci dice che la domanda di laicità, libertà e democrazia che viene dalla popolazione civile non potrà più essere fermata da un potere militare oppressivo e oscurantista. La società civile iraniana è dinamica, preparata e proiettata verso il futuro. Il regime è un residuo del passato. La distanza è abissale. E se non sarà oggi, arriverà il tempo in cui gli iraniani potranno prendere in mano il proprio destino, senza intromissioni Usa, come ci dice il grande scrittore iraniano Kader Abdolah, che da decenni vive in esilio in Olanda dopo aver combattuto prima il regime dello Scià e poi quello degli ayatollah...”.
...Abdolah, se vivesse ancora in Iran e non in Olanda, non avrebbe detto queste parole. Perché i suoi compatrioti lo avrebbero preso a male parole, come minimo.
Aggiornato il 12 febbraio 2026 alle ore 11:28
