Il ripristino delle regole di buon senso

Il noto sociologo polacco Zygmunt Bauman, in maniera piuttosto condivisibile, asseriva che le società, ciclicamente, passano da uno stato “solido” a uno “liquido”. La società è solida quando le istituzioni sono forti e garantiscono sicurezza e legami stabili. Di converso, tale stabilità, a lungo andare, stanca. L’individuo, cioè, si sente meno libero e invoca maggiore libertà.

La società, quindi, inizia a mutare stato, diventando sempre più liquida. I cittadini si sentono stretti nella morsa delle regole e invocano libertà. Anche la più assurda, quella che strizza l’occhio all’anarchia. Le istituzioni si adeguano, le leggi e le loro applicazioni si allentano e l’individuo può agire secondo il suo personale senso etico.

Secondo Bauman, l’eccesso di libertà individuale determina la fine dei punti di riferimento; i legami, da quelli familiari a quelli più vasti delle comunità e delle nazioni, si dissolvono. La liquidità dei rapporti determina solitudine e insicurezza e a quel punto torna il bisogno da parte delle società di modificare il proprio stato, tornando a quello solido.

Ora, è noto che Bauman non fosse propriamente uomo di destra, tuttavia riteneva che quella moderna fosse una società eccessivamente liquida e avvertiva la necessità di un cambiamento. A questo cambiamento, assolutamente necessario, si sta cercando di arrivare oggi in Italia, con un coraggioso percorso culturale e legislativo che ha indotto il governo ad emanare norme tese ad aiutare scuola e Forze dell’ordine nel processo di ripristino delle regole di buon senso, prima ancora che di ordine sociale.

Tanto è stato detto e scritto sulle violenze di Torino. Ci limitiamo qui a dire che uno Stato che voglia salvaguardare le istituzioni e i loro rappresentanti non deve cedere alla propaganda liberticida della sinistra di questo Paese e ha il diritto ‒ anzi il dovere ‒ di intervenire, senza timore di perdere consensi. La deriva autoritaria cui fa riferimento la propaganda della sinistra è uno spettro, ossia non è reale, e viene evocato, come il fascismo, al solo scopo di incutere timore. Ora, sta al popolo italiano decidere se credere ai fantasmi o alla realtà dei fatti, che vede gli estremisti causare violenza, seminare odio e raccogliere dolore nelle persone che ancora credono a valori come la difesa dello Stato.

Argomento a parte, ma solo all’apparenza, è quello dell’applicazione delle leggi da parte di molti magistrati. È di oggi la notizia della scarcerazione degli arrestati di Torino. Sembra davvero figlia del residuo di società liquida questa decisione. Anche qui appare necessaria una riforma tesa a rendere davvero terza la magistratura e non figlia delle correnti.

Aggiornato il 09 febbraio 2026 alle ore 12:29