Foti su energia e Pnrr, la proposta di Fitto? “Importante”

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza continua a rappresentare uno dei principali terreni di confronto politico ed economico per il governo. A rivendicare i risultati raggiunti è il ministro per il Pnrr la Coesione e gli Affari Europei, Tommaso Foti, che in un’intervista al Corriere della Sera rivendica il lavoro svolto dal Dicastero e dall’esecutivo, contro le critiche arrivate negli ultimi mesi. “Da Declan Costello è arrivato uno schiaffo sonoro a tutti quelli che ci attaccavano solo per partito preso. Italia e Francia hanno entrambe ottenuto l’85 per cento delle risorse erogabili dall’Ue, in ragione degli obiettivi assegnati. Solo che i francesi avevano a disposizione al massimo 40 miliardi, noi 194: è stato un lavoro enorme”, sottolinea il ministro, evidenziando la differenza di dimensioni tra il piano italiano e quello francese. Resta però aperta la partita relativa all’ultima tranche da 28 miliardi di euro. Un passaggio decisivo, che richiederà il rispetto di scadenze molto serrate e il completamento di numerosi adempimenti amministrativi. “I tempi sono molto stretti e le incombenze tante, stiamo facendo il possibile. Siamo rodati, resto ottimista”, aggiunge Foti, confermando la fiducia del governo sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo finale.

Nel ragionamento del ministro trova spazio anche il tema delle risorse europee e della necessità di strumenti più rapidi per affrontare la fase economica attuale. “È importante la proposta di Fitto (sui fondi di coesione, ndr.) – ha ragionato Foti – Ma parliamo di provvedimenti e fondi che, rispettivamente, non si adottano e si sbloccano in 15 giorni. All’Europa chiediamo di affrontare un crisi mondiale come si affronta quella sulla sicurezza e la difesa. Richiesta assolutamente logica e utile per tutta l’economia europea”. Secondo il titolare del dicastero, i risultati del Pnrr sarebbero già tangibili in diversi settori strategici. “A Milano hanno spiegato cosa si è realizzato i ministri Anna Maria Bernini, Giuseppe Valditara, Francesco Lollobrigida, Orazio Schillaci, Gilberto Pichetto Fratin, Marina Elvira Calderone, Paolo Zangrillo, oltre a me. Risultati straordinari: sulla ricerca, sulla diminuzione della dispersione scolastica, sul rafforzamento della medicina territoriale, sull’energia prodotta sopra i tetti degli edifici a uso agricolo che preserverà i terreni, sui nuovi servizi di politica attiva del lavoro, sulle nuove assunzioni che ci saranno dal prossimo anno nella Pubblica Amministrazione con le nuove generazioni di nativi digitali”. Foti ammette la possibilità di singole criticità nella gestione di alcuni interventi, ma rivendica il quadro complessivo del Piano. “Ci sarà pure uno 0,0001 per cento dei progetti che poteva essere cassato, ma il Piano sta cambiando l’Italia. Non è in buona fede chi dice il contrario”, conclude il ministro.

Aggiornato il 29 maggio 2026 alle ore 14:05