Privato e sanità, il caso dell'Emilia-Romagna

La trasparenza sui bilanci è una condizione necessaria a stimolare l’efficienza nella sanità. La Lombardia è la regione con la maggiore trasparenza, seguita da Basilicata e Umbria. Le regioni più opache sono Molise, Abruzzo e Puglia. Questo Briefing Paper sviluppa un caso studio sull’Emilia-Romagna con lo scopo di identificare possibili aree di miglioramento del sistema sanitario regionale.

Come altre regioni, la sanità dell’Emilia-Romagna si trova in difficoltà. Per citare solo un dato, a marzo 2026, il 61,8 per cento dei pazienti inseriti in lista con priorità “entro 30 giorni” risulta oltre i tempi massimi. Per la classe “entro 60 giorni” la quota sale al 66,5 per cento. Sul fronte delle strutture pubbliche, un’analisi dei bilanci evidenzia una scarsa trasparenza che rappresenta un ostacolo a una migliore comprensione della qualità della gestione delle strutture stesse. Nel caso degli ospedali universitari, ovvero gli unici presidi ospedalieri per i quali sono disponibili i dettagli dei conti economici, a fronte di ricavi totali di 2,5 miliardi nel 2024, circa il 13 per cento, ovvero 318 milioni, non sono riconducibili ad alcuna prestazione o funzione e dunque sono interpretabili come una forma di ripiano implicito da parte della regione per mantenere i conti in equilibrio. Dall’altro lato, le strutture private rappresentano nel complesso una componente marginale del sistema, ma sono più rilevanti in alcuni settori, come quello ortopedico dove i volumi sono comparabili a quelli del pubblico e gli esiti di salute allineati o migliori.

Lo studio conclude con una disamina di alcuni interventi legislativi regionali recenti che evidenziano il pregiudizio da parte dell’amministrazione regionale verso il privato accreditato. Tale pregiudizio, che porta l’amministrazione a trattare regolarmente il privato accreditato come soggetto eccezionale – in un sistema dominato dal pubblico – e spesso indesiderato, impedisce di cogliere alcune opportunità che potrebbero giovare ai pazienti.

(*) Tratto da Ibl

Aggiornato il 14 maggio 2026 alle ore 14:22