“Juste une illusion”, l’irresistibile film di Toledano e Nakache
Scena tratta dal film "Juste une illusion"

Juste une illusion - La mia famiglia quasi perfetta è la nuova trascinante commedia di Eric Toledano e Olivier Nakache. I registi francesi, celebri autori di Quasi amici - Intouchables (2011) e Samba (2014), a nove anni da C’est la vie - Prendila come viene (Le sens de la fête), presentato proprio alla Festa di Roma, tornano alla kermesse capitolina per mostrare un film ispirato al cinema italiano. Il lungometraggio, un’esclusiva per l’Italia di I Wonder Pictures e Italian International Film (Gruppo Lucisano) con Rai Cinema, sarà al cinema dal 14 gennaio 2027 con 01 Distribution. L’immagine che abbiamo da adolescenti della nostra famiglia è piena di enormi lacune, poco più di una favola che amiamo raccontarci. È il caso di Vincent Dayan (Simon Boublil), tredici anni, che vive con i genitori e il fratello maggiore in una famiglia della borghesia francese nella Parigi del 1985. Oltre ai conflitti coi genitori, interpretati da Louis Garrel e Camille Cottin, e col fratello maggiore (Alexis Rosenstiehl), ci sono poi le prime esperienze sentimentali e gli interrogativi sulla propria identità religiosa e culturale. Insomma, di scena le naturali imperfezioni dei legami familiari e anche ovviamente la necessità di crescere aldilà di tutti questi problemi.

Straordinaria la figura del tuttofare del complesso residenziale della famiglia Dayan interpretata da Pierre Lottin, del tutto intenzionato ad instaurare un rapporto di crescente vicinanza con la madre del protagonista. “Il nostro desiderio di partenza – affermano Toledano e Nakache – era raccontare l’uscita dall’infanzia, quel periodo di metamorfosi che ognuno di noi ha attraversato. Quel cambiamento nella percezione del mondo è uno sconvolgimento: esplorando tutti gli strati della nostra adolescenza, ci siamo resi conto che l’impronta emotiva di quegli anni era ancora molto presente in noi oggi. Il desiderio di mescolare realtà e commedia ha dato vita a questo progetto. Quello che speriamo è che ognuno possa afferrare qualcosa che gli appartiene, nel proprio vissuto e nella propria intimità. Ci si può muovere nello spazio, ma purtroppo non nel tempo, che è irreversibile; esistono però a volte dettagli che hanno un profumo d’eternità”.

Per Louis Garrel, “questi due registi sono in Francia i re della commedia. E in questo caso anche sul set abbiamo citato più volte la commedia italiana degli anni Sessanta e Settanta. Così ad ogni scena un po’ commovente, Eric Toledano e Olivier Nakache dicevano subito: Ora bisogna mettere un dialogo divertente che tiri su il pubblico”. E ancora l’attore sul suo potenziale comico che in questo film mostra più che mai: “Il senso dell’umorismo in realtà lo devo a mia madre che, nonostante sia una donna molto tragica, ha un senso dell’umorismo incredibile. Fin da piccolo ho capito che si potevano dire cose importanti e profonde con il giusto senso dell’umorismo. Ora sono arrivato al punto che quando in un mio film sento in sala una persona ridere a una mia battuta sono davvero felice e, al contrario, ho l’incubo di assistere a un mio film in cui la gente mi guarda, ma non ride mai”.

Aggiornato il 21 ottobre 2026 alle ore 15:01