“Disclosure Day” di Spielberg è una bellissima favola politically correct

Listen. Ascolta. Si intende quello che ti devono dire gli alieni che si manifestano alle creature particolarmente sensibili come animali delle fiabe per non spaventarli. E che invece i grandi cattivi, ovviamente americani, hanno ucciso e tenuto segregati nei frigoriferi mortuari fin dai primi incontri ravvicinati di qualsiasi tipo dal dopoguerra a oggi. Disclosure Day di Steven Spielberg, che dal 10 giugno sarà in un numero imprecisato di sale in tutta Italia e che tutti vorrebbero scaricare dal web per averlo a casa comodi in poltrona – durata ore 2 e 25’ – è un film bellissimo, che ti lascia a bocca aperta scena dopo scena, trovata dopo trovata. E parte da una realtà che proprio recentemente è stata disvelata dagli Usa e per ordine di Donald Trump, quella degli “Ufo files”. E infatti abbondano filmati di repertorio già noti e narrazioni che strizzano l’occhio all’anti americanismo di default a Hollywood con scene di torture stile Guantanamo o Abu Ghraib.

Al netto di queste concessioni al politically correct di oggi, per cui l’America è sempre il male, mentre quelli che salveranno la terra dalla terza guerra mondiale vengono dallo spazio (che è sempre meglio che dai Paesi islamici, ndr.) , il film però è se possibile più emozionante di ET. Anche per le strepitose interpretazioni di Emily Blunt, la speaker televisiva dotata di superpoteri per il solo fatto di avere da piccola incontrato un alieno sotto le vesti di un uccellino, nonché di Josh OConnor e Colin Firth. Un cast cosiddetto stellare che aiuta a sopperire a qualche scivolata buonista della trama. Soprattutto consistente nell’identificazione dei malvagi che vogliono tenere tutto segreto in contractor della amministrazione americana che vivono di diavolerie post Intelligenza artificiale che permettono di entrare nella mente di chi deve essere individuato e poi eliminato tramite appositi device che si stringono in pugno e che però provocano reazioni corporee disastrose se si abusa troppo di essi. Le persone trasformate dal semplice contatto con gli alieni in poliglotte fanno anche pensare a qualche strizzata d’occhio alla tradizione biblica ed evangelica e ci sta pure qualche battuta in cui si ipotizza che se davvero si mettessero in rete tutti i file segreti su Ufo e alieni la gente smetterebbe di credere in Dio.

Per chi scrive questa cosa sembra assai difficile. In compenso il pubblico dopo questo film continuerà a credere nella “rivelazioneutopica e ufologica di Spielberg. Fino al prossimo kolossal.

Aggiornato il 11 giugno 2026 alle ore 13:32