Cloris Brosca torna a Roma con lo spettacolo “Hostages”

Ancora una volta, Cloris Brosca torna a calcare le tavole del palcoscenico. La zingara di Rai 1, l’attrice del fortunato programma Luna Park di Pippo Baudo, approda al Teatro Cometa Off della Capitale, nel cuore di Testaccio, dal 19 al 22 marzo, con lo spettacolo Hostages, scritto e diretto da Antonio Prisco. La messa in scena racconta la storia di una donna, detenuta in un ospedale psichiatrico giudiziario. Grazie a una falla nel sistema di sorveglianza, trova rifugio in una stanza che dovrebbe essere chiusa. Lì dentro, dimenticata da tutti, dà sfogo ai suoi pensieri ed elabora una protesta delirante per recuperare la sua umanità perduta. Attraverso i suoi racconti strampalati e involontariamente poetici, scopriamo una Roma povera, ingenua, sognatrice, quasi favolistica; e quando il ritmo della narrazione cresce e s’infervora, acquistando toni anfetaminici sempre più duri, la sua storia si tinge dei colori degli anni Ottanta, con i suoi caratteristici slanci edonistici, le fascinazioni della moda, della musica e delle droghe di quel periodo: l’abisso in cui lei stessa inesorabilmente cadrà. Così, attraverso situazioni caricaturali, da commedia nera, l’inaspettata capacità di riflessione sui propri timori e le proprie speranze man mano perde la connotazione di vicenda personale per tramutarsi in testimonianza e denuncia sociale dai caratteri universali.

Intervistata da Vanity Fair, Cloris Brosca ricorda gli anni del successo televisivo. “Ero una dicitrice di indovinelli in endecasillabi a rima baciata, avevo un’aria molto sussiegosa. Poi Baudo prese a stuzzicarmi e i nostri siparietti regalarono ulteriore visibilità al mio personaggio”. L’attrice ammette come non sapesse davvero leggere i tarocchi. “Però mi attiravano! Mi proposero di aprire un call center dedicato all’astrologia. Che te ne importa se non ne sai niente, mi dissero. Come se andasse bene qualunque corbelleria mi uscisse di bocca”. Il suo personaggio diventa così famoso che le persone oltre a riconoscerla per strada iniziano anche a chiederle i numeri del Lotto. A distanza di tanti anni, Cloris Brosca riconosce di non essere riuscita a cavalcare l’onda di quel successo quando il programma si conclude. Gli agenti non la aiutano granché, fa sapere, ma imputa la colpa al suo “orgoglio luciferino. Forse c’era anche un po’ di snobismo da teatrante di cui non mi rendevo conto”. Una volta dismessi i panni della zingara, l’attrice decide di voltare pagina. “Meditai – afferma – persino di rasarmi i capelli a zero (cosa che in realtà ho fatto, anni dopo) e di partire. Gli ultimi tempi erano stati faticosi: facevamo un’edizione itinerante, le persone mi toccavano, mi strattonavano. Un giorno, una ragazza prendendomi per le unghie finte, mi fece proprio male”. Nonostante tutto, oggi Cloris Brosca non esclude un ritorno in tivù. “Accetterei con serenità e rispolvererei volentieri la mia supponenza”.

Aggiornato il 11 marzo 2026 alle ore 18:02