Umberto Eco viene omaggiato con una maratona web internazionale di 24 ore. Nel decennale della scomparsa (19 febbraio 2016) del semiologo, medievista e scrittore originario di Alessandria, è in programma un evento globale, organizzato dalla Fondazione Umberto Eco, in collaborazione con la Fondazione Bottega Finzioni e il Ministero degli Esteri, che celebra un “genio dell’invenzione”, che ha anticipato i tempi e immaginato quello a cui saremo andati incontro. Alla maratona, Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto, in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, dalle 12 del 18 febbraio alle 12 del 19, parteciperanno traduttori, editori e narratori come Eshkol Nevo, giornalisti internazionali, come l’iraniano Maziar Bahari, artisti e fumettisti come Milo Manara e Igort, accademici dei Lincei come Carlo Ossola e Lina Bolzoni, membri de l’Académie française, come Pierre Rosenberg, la direttrice generale Unesco (2009-2017) Irina Bokova. Accanto ai contributi del pubblico, interverranno anche Roberto Saviano, Beppe Severgnini, Michele Serra, Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose, Luciano Canfora, Gherardo Colombo, Ferruccio De Bortoli, Aldo Grasso e tante altre personalità del mondo della cultura italiana e internazionale.
Il 19 febbraio sarà anche presentato a Roma, alla Libreria Spazio Sette, il racconto-ritratto inedito Umberto dello scrittore, editor e amico di sempre Roberto Cotroneo che esce il 13 febbraio per La Nave di Teseo e di cui parleranno l’autore, Mario Andreose e Sabina Minardi. Dopo un decennio di attesa, in cui Eco aveva chiesto di non organizzare conferenze su di lui per lasciar sedimentare l’immenso patrimonio che ci ha lasciato, è in arrivo anche il primo convegno scientifico internazionale organizzato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e dal Centro internazionale di Studi umanistici “Umberto Eco”, dal 27 al 29 maggio, negli gli spazi dell’ateneo dove Eco ha insegnato Semiotica. Ereditare Eco. Umberto Eco, l’Università di Bologna e tutti i saperi del mondo rilancia e traccia i contorni di un’eredità intellettuale viva, fertile e aperta al futuro. Seguendo lo spirito di Eco sarà un “convegno-opera aperta, senza griglie tematiche imposte dall’alto, dove saranno i contributi, le relazioni e il dibattito a far emergere quali aspetti del suo pensiero abbiano resistito al tempo e quali nuove piste interpretative possano aprirsi” come viene annunciato nel magazine dell’ateneo.
Morto a Milano il 19 febbraio 2016 a 84 anni, l’autore de Il nome della rosa, vincitore nel 1981 del Premio Strega – che resta il libro italiano più diffuso nel mondo, secondo solo a Pinocchio, come ricorda Mario Andreose – pur sapendo che gli restava poco da vivere a causa di un tumore al pancreas, ha percorso la sfida di essere socio fondatore di una nuova casa editrice, La Nave di Teseo. Nata il 23 novembre 2015, la nuova realtà editoriale che deve a lui il nome e a cui aveva affidato il suo ultimo libro, Pape Satàn Aleppe, uscito postumo poco dopo la sua scomparsa, detiene i diritti del suo catalogo. “Decise di fondare una casa editrice, La Nave di Teseo, perché lui che è stato il più fiero oppositore del berlusconismo non poteva accettare che il suo catalogo, pubblicato da Bompiani, finisse nel gruppo Mondadori che aveva acquisito Rcs. Sapeva di avere un anno di vita ma si è battuto come un leone per questo. Pensava al futuro, ai suoi nipoti e questo è un bell’esempio” dice Andreose, attuale presidente de La Nave di Teseo, agente “non pagato” e stretto collaboratore di Umberto Eco fin dal 1982 in Bompiani.
Aggiornato il 11 febbraio 2026 alle ore 18:46
