Nel suo libro La steccaia l’autrice fa trasparire la vastità delle sue diverse esperienze professionali e culturali. Mariù Safier ha frequentato l’Accademia d’arte drammatica, ha interpretato ruoli diversissimi fra teatro, rubriche televisive, ha collaborato con varie testate giornalistiche, ha scritto diversi romanzi. Il testo ricorda i tempi narrativi degli sceneggiati inducendo i lettori non solo a leggere ma anche a immaginare gli stati d’animo, i silenzi, le azioni inserite in ambientazioni ben dettagliate. Le sfaccettature dei caratteri dei personaggi evidenziano la sua esperienza di giornalista d’indagine e di analisi sociale e letteraria. Molto ha contribuito la sua personale esperienza come ricercatrice scrivendo testi storici sulle donne della dinastia Savoia. La descrizione minuziosa e talvolta cinematografica degli stati emotivi della ragazza mostra una notevole cultura letteraria e filmica della scrittrice. Ci ricorda i grandi narratori di fine Ottocento ed inizio del Novecento. La steccaia è un libro ripartito in tre momenti evolutivi con titoli molto esemplificativi: Parte prima: Marianna, la ricerca; Parte seconda: Ada, la memoria (1965-1985); Parte terza: Michele, il futuro (1985).

Il percorso sentimentale e iniziatico della protagonista è descritto con delicatezza ed eleganza. Mai troveremo nella narrazione eccessi comportamentali, anche e soprattutto nei momenti di forte tensione. Il libro non è solamente un romanzo. Nel corso della lettura si possono trovare accenni sulla realtà politica e sociale dell’Italia nell’arco di vent’anni, dal 1965 al 1985. È abilmente descritto il percorso psicologico ed emotivo di Marianna che si trasforma in una donna sempre più forte nonostante varie ricadute e sconfitte. Il sentimento dell’amore è analizzato mediante numerose citazioni ambientali come la musica, gli odori del giardino della villa, i colori, i silenzi, i ricordi sovente filtrati dalla memoria che li trasforma. Sullo sfondo del percorso esistenziale della ragazza sono descritti i sommovimenti della società italiana che vuole riscattarsi, con un Dopoguerra difficile, controverso e ricco di contraddizioni. La steccaia è il luogo magico da dove la protagonista si muove verso altri luoghi, fra i quali è privilegiata Parigi. Le ambientazioni sono prive di cellulari e di altri dispositivi di comunicazione a distanza. Va detto che in questo elegante racconto, non ne sentiamo la mancanza perché comprendiamo che la comunicazione interpersonale era forse più intensa e articolata rispetto al tempo tecnologico presente che marginalizza sempre più i rapporti umani diretti.
Il racconto è una delicata descrizione dell’amicizia strettissima che nasce e si articola fin dai banchi di scuola fra Marianna e Ada, un legame intorno al quale si muovono altre amiche e protagonisti maschili. Lo sfondo ambientale è costituito anche e soprattutto dalle due famiglie dall’impianto morale molto rigido. Un comportamento prevalente nel ventennio scelto dall’autrice. Altre persone entrano nella narrazione in punta di piedi, sono descritte senza zone d’ombra. Questi personaggi si muovono con coerenza sia nel bene che nel male. Il ruolo della memoria è fondamentale nel raccontare gli stati d’animo, i colori, gli atteggiamenti delle compagne descritte con attenzione. Un altro livello di lettura è quello della trama noir dove agiscono personaggi in ambiti oscuri che hanno atteggiamenti privi di correttezza e di chiarezza. Personaggi negativi dai quali la protagonista riuscirà a difendersi con successo. Il libro termina in modo inaspettato e molto significativo. È il valore di tutto il racconto…
(*) La steccaia di Mariù Safier, Amazon 2025, 369 pagine, 16,50 euro
(**) La foto in alto, che ritrae Mariù Safier, è tratta dal profilo Facebook ufficiale della scrittrice
Aggiornato il 04 febbraio 2026 alle ore 13:26
