giovedì 7 maggio 2026
Le città di pianura di Francesco Sossai (nella foto) ha vinto ben otto David di Donatello. Il 37enne regista veneto, all’opera seconda, ha sbaragliato la concorrenza avendo la meglio su maestri del cinema come Paolo Virzì e il premio Oscar Paolo Sorrentino. Il film ambientato nella provincia veneziana ha ricevuto i premi per il Miglior film, Regia, Attore protagonista (Sergio Romano), Sceneggiatura originale (Francesco Sossai e Adriano Candiago), Canzone (Ti di Krano), Montaggio (Paolo Cottignola), Casting (Adriano Candiago) Produttore (Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter). Sconfitto invece La grazia di Paolo Sorrentino che aveva ben quattordici candidature e non ottiene nulla. Sorpresa per Le assaggiatrici di Silvio Soldini, Miglior sceneggiatura non originale, David giovani e miglior trucco (Esmè Sciaroni).
Quattro David, tutti tecnici, vanno invece a Primavera di Damiano Michieletto, miglior compositore (Massimo Capogrosso), acconciatura, costumi e suono. E sempre tra le sorprese di questa 71ª edizione il film Gioia mia di Margherita Spampinato, incontro scontro di un bambino moderno e una zia siciliana rigida e religiosa, che non solo conquista il David per il miglior esordio alla regia, ma anche quello la miglior attrice protagonista ad Aurora Quattrocchi, 83 anni. Tre David a La città proibita di Gabriele Mainetti, scenografia, fotografia ed effetti visivi. Questi i verdetti della serata, in onda dal nuovo Teatro 23 di Cinecittà in diretta su Rai 1, in una cerimonia condotta da un autoreferenziale Flavio Insinna e da una altera Bianca Balti. E questo all’ombra della crisi del cinema italiano e dei suoi tagli, tema di molti interventi dei premiati e soprattutto della protesta pacifica fuori dagli Studios di un gruppo di lavoratori dello spettacolo, nel presidio organizzato da Usb Cinema e dal Movimento #siamoaititolidicoda.
In pratica, è stata un’edizione con numerose proteste non solo per la politica industriale del cinema, ma anche per la drammatica situazione internazionale. Matilda De Angelis, premiata come Miglior attrice non protagonista per il film Fuori di Mario Martone, dopo aver testimoniato la sua solidarietà alle maestranze, sul palco ha detto che “Goliarda Sapienza ci ricorda la nostra responsabilità di riportare il cinema ad essere, onesto, pulito, limpido, politico, sociale”. Lino Musella, Miglior attore non protagonista per il film Nonostante di Valerio Mastandrea, ha pronunciato un discorso politico e civile. Citando Robert De Niro, ha definito il cinema “una minaccia per gli autocrati fascisti”. Poi ha ringraziato “donne e uomini della Global Sumud Flotilla”, concludendo con un appello: “Non smetterò mai di dire Palestina libera”. Il Miglior documentario è stato giudicato Everyday in Gaza di Omar Rammal: “Ho voluto raccontare la quotidianità delle persone che cercano di sopravvivere tra le macerie di Gaza”.
Tra i riconoscimenti già annunciati, il David come Miglior film internazionale è andato a Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another) di Thomas Anderson e il David dello spettatore a Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, entrambi assenti alla serata. Tra i momenti più commoventi ecco Stefania Sandrelli che ha premiato con il Premio speciale Cinecittà un emozionato ottantacinquenne Vittorio Storaro, il “signore della luce”, tre premi Oscar, che ha detto: “Che piacere ricevere un premio in lingua italiana”. E in sala è andata in scena una standing ovation. Ovazione anche per Gianni Amelio, che ha ricevuto il Premio alla carriera. Il termine carriera "non va detto, ha commentato sul palco Amelio, scherzando con Flavio Insinna e Bianca Balti. “Il termine mi fa pensare a delle truffe, a uno che si mette a tavolino con altra gente e dice adesso pianifico le cose per vincere". Il cineasta ha anche annunciato il nuovo film che sta ultimando, Nessun dolore, interpretato da Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
di Eugenio De Bartolis