A volte il lavoro paga: cosa significa il Pallone d’oro a Harry Kane

mercoledì 28 ottobre 2026


Nell’epoca dei dati e della performance, l’assegnazione del Pallone d’oro a Harry Kane non dovrebbe fare così tanto rumore. Lunedì sera l’attaccante del Bayern Monaco è stato eletto come miglior calciatore della stagione 2025-2026, facendo masticare amaro a Kylian Mbappé e Lamine Yamal (che comunque hanno applaudito). Per trovare un Pallone d’oro premiato senza aver ancora vinto né Champions League né mondiale bisogna riavvolgere le lancette fino al 2003, quando il premio andò a Pavel Nedvěd. La squadra tedesca, reduce dalla vittoria della Bundesliga, della coppa di Germania e della Supercoppa, non festeggiava un Pallone d’oro dal 1981, quando fu assegnato a Karl-Heinz Rummenigge.

Non è un caso che la scelta della giuria internazionale sia ricaduta sul bomber inglese, visto che nel periodo d’elezione del Pallone d’oro 2025-2026 Kane ha segnato 73 gol in 65 partite. Non avrà giocato una Finale di Champions né quella dei mondiali a New York, ma la punta dei Tre leoni ha più volte tirato giù dall’aereo i suoi, evitando diverse figuracce in Coppa del mondo. È stato autore di una doppietta nei Sedicesimi di Finale contro la Repubblica democratica del Congo e del rigore decisivo agli Ottavi contro il Messico, partita culminata nella storica intervista senza voce sul prato dell’Azteca. Certo poi la Semifinale con l’Argentina ha spento i sogni di gloria inglesi, ma senza Harry Kane sarebbe potuta andare molto peggio.

Quest’anno i grandi favoriti si sono mangiati voti a vicenda: Khvicha Kvaratskhelia è stato mvp della Champions League senza mondiale, Lionel Messi mvp del mondiale ma senza una sfida in Mls, Kylian Mbappé e Lamine Yamal senza la continuità sui 12 mesi di Harry Kane. Forse, solo la stella del Barcellona avrebbe davvero potuto contendere il Pallone d’oro a Kane, avendo vinto il mondiale e la Liga, con 25 gol segnati e 20 assist serviti ai compagni. Ma la giuria ha voluto premiare il duro lavoro dietro le quinte dell’uragano: niente gossip, niente litigi dentro e fuori il campo, solo allenamenti e tanta voglia di migliorarsi, anche a 33 anni.

Kane ha sempre giocato a calcio in maniera magnifica, migliorandosi settimana dopo settimana. Segnando sempre una marea di gol. Dai giri in prestito, non ancora ventenne, tra Millwall, Norwich e Leicester, fino all’approdo in prima squadra al Tottenham. Al White Hart Lane, un giovanissimo Harry (con ancora l’Arsenal nel cuore?) si è caricato l’attacco del Tottenham sulle spalle. Una storia durata 10 lunghi anni senza mai vincere un trofeo. Tant’è che per scrollarsi da dosso la nomea di trophyless – il senza trofei – è dovuto emigrare in Germania alla corte di Vincent Kompany. Al Bayern Monaco, finalmente, il duro lavoro ha iniziato a pagare: e il Pallone d’oro è un cerchio che si chiude. Il quiet man del calcio mondiale ha potuto fare il suo discorso di ringraziamento.


di Edoardo Falzon