martedì 4 agosto 2026
Il feretro di Franco Baresi è uscito dalla Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, circondato dagli sguardi lucidi dei tifosi. Le esequie dell’ex bandiera del Milan sono appena terminate, sotto gli occhi di numerosi ex compagni, da Paolo Maldini a Marco Van Basten. Presente anche il presidente dell’Inter Beppe Marotta, i due rossoneri Christian Pulisic e Santiago Giménez e le delegazioni di tutte le squadre maschili e femminili del settore giovanile del Milan. A rappresentare il club, impegnato in una tournée in Australia, Gerry Cardinale e il presidente Paolo Scaroni, a cui i tifosi – accorsi due ore prima dell’inizio delle celebrazioni – hanno riservato un po’ di fischi. Per la Lega Serie A ha partecipato al funerale il presidente, Ezio Simonelli, per la Federcalcio il segretario generale, Marco Brunelli, e il neo direttore tecnico, Claudio Ranieri.
Nella basilica sono arrivati tanti ex calciatori come Daniele Massaro, che ha portato con sé la fascia da capitano di Baresi, e Dejan Savićević. Presenti anche Massimo Ambrosini, Clarence Seedorf, Dida, Gianluca Pagliuca, Giovanni Stroppa, Stefano Eranio, Aldo Serena, Marco Borriello, Marco Parolo, l’ex commissario tecnico Roberto Donadoni e Maurizio Ganz. “Ci ha lasciato giovanissimo, ognuno ha i suoi ricordi e le emozioni che ci ha dato in questi anni di calcio, dentro e fuori dal campo”, ha commentato Demetrio Albertini. Che ricorda l’abbraccio dopo il gol fatto in Semifinale col Monaco, “con il suo abbraccio mi è sembrato di riavere la stessa emozione del gol fatto venti secondi prima”, ha aggiunto.
All’esterno della basilica, migliaia di tifosi hanno accolto il feretro con cori e applausi. A dominare piazza Sant’Ambrogio un grande striscione con la scritta: “Franco Baresi, leggenda immortale. Inimitabile bandiera che non smetterà mai di svettare. Ciao Capitano”. Al passaggio della bara si è levato il coro “Un capitano, c’è solo un capitano”, intonato all’unisono dagli emozionati e commossi sostenitori rossoneri.
Nel corso dell’omelia, l’abate di Sant’Ambrogio, Carlo Faccendini, ha rivolto un pensiero ai familiari dell’ex capitano: “Un momento come questo, vissuto bene, non cancella il dolore, che nei prossimi giorni si farà sentire in maniera ancora più dura, però il dolore lo rasserena. E ci consegna una certezza: di lui resta il bene, resta l’amore con cui viviamo”. Ha poi ricordato il “legame profondo di Franco con il Signore Gesù e la tradizione con la fede cattolica, che non ha mai nascosto, una fede che gli ha consegnato stabilità, serenità, senso di responsabilità e attenzione nei confronti degli altri, e grandissima sensibilità. E che ha dato a Franco uno stile bello di umanità”. L’abate Faccendini ha quindi ripercorso il valore umano e sportivo di Baresi, sottolineando il segno lasciato dentro e fuori dal campo: “Il Maradona della difesa, il miglior difensore di sempre, come abbiamo letto in questi giorni. Gli riconosciamo la leadership, il capitano per eccellenza. Il campione e i suoi trofei, tantissimi, ma anche le sue sconfitte e le lacrime amare. Mi piacerebbe che questo momento di preghiera fosse occasione per tenere accesa un po’ di luce, soprattutto nel lutto cupo, custodendo con orgoglio la memoria di Franco”.
di Edoardo Falzon