Mondiali: Cristiano Ronaldo si unisce alla festa

mercoledì 24 giugno 2026


Cristiano Ronaldo è entrato a gamba tesa nei Mondiali. Ieri sera, durante la vittoria per 5-0 del Portogallo sull’Uzbekistan di Fabio Cannavaro, il numero sette ha messo a segno una doppietta. Dopo 90’ di polveri bagnate, all’esordio nei Mondiali negli Stati Uniti, Messico e Canada, contro la Repubblica democratica del Congo, Cr7 si è sbloccato. Cristiano è diventato l’unico calciatore della storia ad aver segnato in sei edizioni dei mondiali e il giocatore più anziano a essere andato in rete nella competizione. L’attaccante dell’Al-Nassr è diventato anche il miglior marcatore portoghese della Coppa del mondo Fifa. Cristiano ha scacciato le critiche e si è dimostrato un vero e proprio capopopolo: sia nell’esultanza dell’1-0 che poco dopo, quando ha lasciato a Nuno Mendes una punizione da posizione allettante. Scelta che ha portato il Portogallo di Roberto Martinez sul 2-0.

Le panchine a Qatar 2022, vissute come un tradimento dall’attaccante classe 1985, sono ormai lontane. Il commissario tecnico del Portogallo sa che può fidarsi di Cr7 nei momenti decisivi, ecco perché gli sta concedendo così tanto minutaggio. In fin dei conti, il pari all’esordio con il Congo è stata semplicemente una prestazione opaca, che non ha cambiato di una virgola le ambizioni di Martinez e i suoi. “Dicono che dovrei ritirarmi ma sono sempre qui, rispondo alle critiche da più di vent’anni. Siamo uniti e concentrati solo su ciò che possiamo controllare”, ha detto Ronaldo a fine partita. L’attaccante ex Manchester United, Real Madrid e Juventus è più determinato che mai a portare a casa l’unico trofeo che manca nella sua bacheca. A maggior ragione ora che “sfilerebbe” il titolo di campione del mondo al suo storico rivale Lionel Messi, campione in carica con l’Argentina e capocannoniere dell’edizione 2026 con cinque gol segnati. L’argentino e il portoghese, forse i due attaccanti più forti di sempre, hanno deciso di salutare i mondiali mettendo su uno spettacolo niente male.


di Edoardo Falzon