Eterno Messi: esordio da sogno al Mondiale

mercoledì 17 giugno 2026


Leo Messi continua a infrangere record su record. Chi ha assistito alla sua tripletta nell’esordio dell’Argentina al Mondiale, ieri notte, contro l’Algeria, avrà pensato che il dieci dellalbiceleste abbia da qualche parte in cantina un quadro che invecchia al posto suo. L’ultimo tango di Messi è iniziato nel migliore dei modi, con un netto 3-0 contro un’Algeria organizzata ma impotente davanti alla forza offensiva argentina. Il quasi 39enne di Rosario è diventato, al suo esordio nella Coppa del Mondo Fifa 2026, il calciatore con più gol segnati con al braccio la fascia di capitano, con più partite giocate ai mondiali, con più minuti in campo (2.394’), il più “anziano” a segnare una tripletta in Coppa del Mondo, quello con più mondiali giocati (6) e, a pari merito con Miroslav Klose, il calciatore con più gol segnati nella storia dei mondiali. È molto probabile che quest’ultimo record, condiviso con l’ex bomber della Lazio, diventerà unicamente di Leo Messi, una volta finita la campagna dell’Argentina. Ma attenzione a Kylian Mbappé, poco distante, a 14 gol.

A fine match, il dieci è scoppiato in un pianto liberatorio, che “non c’entra nulla con il calcio”. Messi ha ammesso di aver passato “dei giorni difficili e complicati, ma sono grato a tutta la delegazione, a tutti i miei compagni di squadra perché sono sempre stati al mio fianco, come sempre, dandomi tanta forza per stare bene”. All’attaccante dell’Inter Miami tutti questi record importano il giusto (forse perché ci ha fatto l’abitudine): “È un onore essere lì per quello che significa essere lì accanto a Klose, c’è anche Ronaldo lì, ma penso che non significhi nulla, Mbappé è lì e ne ha fatti due oggi. È una statistica e niente di più. Anche se è un orgoglio poter competere con tutti loro, non significa nulla per me. Ronaldo, da quello che ho visto, era uno dei più grandi e non è il primo, ma è tutto in una statistica”. Per molti Lionel è il calciatore più forte della storia, ma lui riduce tutto ai minimi termini: “Mi piace giocare a calcio, è la mia passione fin da quando ero piccolo e quando mi sento bene do il massimo”, ha spiegato. E ancora: “Ho cercato di arrivare a questa partita nella forma migliore per essere all’altezza dei miei compagni. Non ti regalano niente. Questa è la forza di questo gruppo”. Il sostegno ricevuto dai tifosi argentini “è incredibile. So quanto impegno ci mettono per essere qui. È importante sentirsi a casa in ogni partita”.

Il bello è che non abbiamo ancora visto niente. Possiamo solo immaginare cosa accadrà fino al 20 luglio, giorno della finale dei Mondiali in Stati Uniti, Messico e Canada. Oggi alle 19, ad esempio, giocano Portogallo-Repubblica democratica del Congo, e Cristiano Ronaldo non vorrà sfigurare dopo la tripletta all’esordio del suo storico rivale. Preparate i popcorn.


di Edoardo Falzon