martedì 9 giugno 2026
Non è ancora detta l’ultima parola. Sul possibile prolungamento dell’esperienza di Silvio Baldini alla guida degli azzurri, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha evitato di sbilanciarsi, preferendo concentrarsi sull’eredità lasciata dalla breve ma felice esperienza del tecnico con il gruppo. “Lo spirito è quello giusto, al di là delle persone. La passione, la voglia di stare in campo in un certo modo e di stringere i denti è un patrimonio messo a disposizione del futuro”, ha dichiarato Abodi a margine dei WEmbrace Games 2026. Il ministro ha poi rivolto lo sguardo alle nuove generazioni del calcio italiano, sottolineando la vitalità di un movimento che continua a produrre risultati a livello internazionale. “L’eccellenza italiana si allarga nei suoi orizzonti e profili, non dimentico la vittoria dell’under 17 agli Europei. Ci sono aspetti nella famiglia del calcio che continuano ad essere molto competitivi e che dimostrano che il talento c’è. Siamo sempre lì, in tantissime discipline, a testimonianza che lo sport continua ad essere vincente. Noi vogliamo renderlo anche convincente, cioè praticato e diffusamente aperto e messo a disposizione”, ha concluso.
Dopo il trauma sportivo di tre qualificazioni mondiali consecutive mancate, il gruppo azzurro ha provato a ricostruire entusiasmo e identità facendo leva proprio sui più giovani. Baldini, chiamato a guidare la squadra in una fase di transizione, ha puntato su coesione, appartenenza e leggerezza, cercando di restituire ai ragazzi il piacere di giocare e di vivere l’esperienza azzurra senza il peso eccessivo delle aspettative. Emblematico il simbolo scelto dal tecnico: il legnetto spezzato e condiviso all’interno dello spogliatoio come rappresentazione dell’unità del gruppo. Un testimone ideale passato dal capitano Gigio Donnarumma al difensore dell’Atalanta Honest Ahanor, appena diciottenne e cittadino italiano da pochi mesi. Da lì il gesto si è propagato tra altri giovani azzurri con storie simili, come Fabio Chiarodia, Cher Ndour, Luca Koleosho e Jeff Ekhator, tutti accomunati da un percorso che testimonia il volto sempre più multiculturale del calcio italiano.
La nuova generazione si è presa la scena anche sul campo. A guidarla è stato Francesco Pio Esposito, attaccante dell’Inter e autore delle reti che hanno deciso le vittorie contro Lussemburgo e Grecia. Attorno a lui si è consolidato un gruppo di prospetti che già si stanno mettendo in evidenza nei rispettivi club: Davide Bartesaghi nel Milan, Nicolò Pisilli nella Roma, Luca Lipani nel Sassuolo, Matteo Dagasso nel Venezia, Francesco Camarda nel Lecce dopo la formazione rossonera e Giacomo Faticanti, cresciuto nella Juventus Next Gen e desideroso di seguire il percorso intrapreso da Andrea Cambiaso e Fabio Miretti. Tra le note più positive figura anche Costantino Favasuli, protagonista di una stagione brillante con il Catanzaro culminata con la finale playoff persa contro il Monza. Prestazioni che gli hanno aperto le porte della Nazionale e che potrebbero rappresentare soltanto il primo passo verso una definitiva consacrazione.
Molto dipenderà ora dalle scelte federali. L’impressione è che il patrimonio tecnico e umano costruito in queste settimane non debba essere disperso e che la linea verde possa continuare a rappresentare la base del nuovo ciclo azzurro. In pole position c’è Roberto Mancini. L’ex commissario tecnico sarebbe disposto a rinunciare a una parte consistente dell’ingaggio percepito in Qatar pur di tornare a Coverciano. Attualmente impegnato con l’Al-Sadd, con cui ha conquistato il titolo nazionale, il tecnico marchigiano guadagna una cifra vicina agli otto milioni di euro a stagione. La disponibilità a ridurre sensibilmente il compenso viene letta come un segnale della volontà di chiudere il capitolo aperto con l’addio del 2023 e di rilanciarsi alla guida della Nazionale. Un’opzione che, secondo diverse valutazioni, avrebbe consentito a Mancini di superare la concorrenza di candidati autorevoli in primis quella di Antonio Conte, offrendo alla Federazione una soluzione sostenibile sotto il profilo economico e al tempo stesso in grado di garantire continuità tecnica al progetto azzurro.
di Edoardo Falzon