venerdì 5 maggio 2023
Anche se è arrivato con cinque giornate d’anticipo – nessuno ci era mai riuscito nella storia del calcio italiano – il terzo scudetto del Napoli è stato tutt’altro che una passeggiata. A partire dal mercato estivo: se ne vanno via Dries Mertens, Kalidou Koulibaly e Lorenzo Insigne, i tre top player di Luciano Spalletti. Come sostituti, un allora sconosciuto Kim Min-jae, l’ignoto Khvicha Kvaratskhelia (col senno di poi, uno dei giocatori migliori di questa Serie A) e due giovani attaccanti, Giacomo Raspadori e Giovanni Simeone. Ad agosto, alle porte della stagione 2022-2023, il Napoli non sembra rafforzato, anzi, risulta indebolito dal calciomercato. Nessuno si sarebbe sognato di candidare i partenopei come contendenti al titolo di campioni d’Italia, a parte il presidente Aurelio De Laurentiis.
“Conosco i miei polli”, si direbbe a Roma, una frase idiomatica che al Caronte del Napoli – dalla Serie C al primo posto in Serie A – non è affatto nuova. Proprietario e allenatore si sono accorti subito del potenziale di questi ragazzi, che a sacrificio di alcune individualità ingombranti hanno forgiato uno spirito di squadra invidiabile per tutti i top team europei. De Laurentiis l’anno scorso ha trovato un tesoro: Luciano Spalletti, e come in una parabola cristiana l’ha nascosto in un campo (da calcio), ha venduto i suoi averi per poi comprare quel terreno. La morale, insomma, è che la squadra partenopea ha raccolto i frutti di un progetto a lungo termine, che ha convinto tecnico e giocatori, e ha fatto impazzire i tifosi. In Italia e nel mondo.
Più che la mano di Dio, per i tifosi napoletani questo scudetto è stato la passione di Cristo. Il declino dell’era Ferlaino aveva portato la squadra e i tifosi in un baratro profondissimo, fino al cambio nome in Napoli Soccer, in terza serie. Da qui, De Laurentiis ha portato “in anticipo” – come ha dichiarato ieri sera ai microfoni di Dazn – la sua squadra prima in Europa e poi a vincere la Serie A. “E poi ci manca Champions”, ha annunciato il presidente a Napoli, dopo aver vinto lo storico scudetto. Per omaggiare il grande Massimo Troisi, il Napoli ricomincia da tre, più uno: l’anno prossimo sulla panchina del Napoli ci sarà Spalletti, parola d’onore. “Je n’ai rien à regretter” (Non ho nessun rimpianto), così De Laurentiis abbandona i microfoni dello stadio Diego Armando Maradona e si prepara a festeggiare con tutta la squadra. Una dichiarazione che suona come un “ve l’avevo detto” mascherato, per tutti coloro che, a differenza del presidente, non avevano visto il quadro più ampio della situazione.
I protagonisti della divina cavalcata tricolore in Serie A del Napoli sono stati i due attaccanti, Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia. Due giovani (24 anni il primo, 22 il secondo) letali che hanno segnato in totale 34 gol (metà delle reti totali dei partenopei) e messo a referto 17 assist. La coppia di bomber è stata messa a punto da colui che può essere ritenuto il vero eroe dello scudetto, il dirigente Cristiano Giuntoli. Visto l’operato dell’ex calciatore, sembrerebbe che la Juventus sia pronta a offrire qualunque cosa pur di portarlo in bianconero, ma è troppo presto per parlare di calciomercato. Soprattutto a Napoli, dove la festa è appena iniziata.
di Edoardo Falzon