Siamo in un reticolo di energia che rende vivi

giovedì 5 novembre 2026


Jacobo Grinberg-Zylberbaum è una delle figure più affascinanti e controverse nello studio della coscienza. Egli ha messo in relazione neuroscienze, fisica quantistica, meditazione, telepatia e tradizioni sciamaniche messicane. Nella sua teoria, che ha chiamato “sintèrgica” – da cui il suo libro Teoria sintèrgica – spiega che il cervello non si limita a ricevere una realtà esterna già formata ma interagisce con una struttura fondamentale dello spazio.

La nostra esperienza cosciente emerge dalla interazione tra il cervello e questa struttura. I diversi stati di coscienza modificano il modo in cui percepiamo la realtà. Secondo Grinberg, la coscienza è interconnessa con la struttura dell’universo – certamente molto più di quanto ipotizzato dalle neuroscienze tradizionali. Si è applicato a tal fine allo studio e alla ricerca sugli sciamani messicani. In particolare Grinberg studiò Pachita, una guaritrice messicana il cui nome era Barbara Guerrero. Raccontò di avere assistito a pratiche di guarigione straordinarie e cercò di interpretarle attraverso la propria teoria della coscienza. Studiò quindi gli stati alterati della coscienza, la guarigione sciamanica, la percezione extrasensoriale, il rapporto tra coscienza e materia, la possibilità che la mente influenzi la realtà fisica.

La sua teoria sintèrgica espone la convinzione che tutti gli esseri umani siano interconnessi attraverso un campo fondamentale di coscienza. Il cervello non “produce” la coscienza quanto piuttosto si connette a qualcosa di più fondamentale che esiste già nell’universo. La coscienza non è cioè un prodotto dell’attività neuronale, ma il risultato della interazione tra il cervello e una struttura più profonda della realtà. Gli organismi viventi non percepiscono semplicemente una realtà già pronta, la nostra e loro coscienza partecipa alla costruzione della realtà che sperimentiamo. Grinberg ha affermato l’esistenza di una struttura fondamentale dello spazio, che ha chiamato “lattice”. Secondo la sua teoria, lo spazio non sarebbe un vuoto privo di struttura – la quantistica lo ha confermato scientificamente – ed esiste una sorta di matrice o reticolo fondamentale che contiene informazioni.

Questa struttura è alla base della realtà fisica e delle esperienze coscienti. Bisogna immaginare come una rete invisibile che attraversa tutto l’universo. L’attività del cervello interagisce con questa struttura fondamentale. Il cervello produce una particolare organizzazione di attività energetica e informazionale chiamata campo neuronale. L’interazione tra il campo neuronale e il lattice determina l’esperienza cosciente. In altre parole: il cervello non è soltanto un ricevitore passivo, la sua organizzazione influenza ciò che viene percepito, la realtà esperita dipende dalla interazione tra struttura dello spazio e attività cerebrale. Sintèrgia indica il grado di coerenza.

La parola “sintèrgia” nasce dalla crasi dei nomi “sintesi” e “energia”. Maggiore è la coerenza e la densità informativa del campo neuronale, maggiore è la sua sintèrgia. Una bassa sintèrgia corrisponde a una percezione più limitata e frammentata, una sintèrgia elevata permette una maggiore integrazione delle informazioni. La massima sintèrgia corrisponde a uno stato di coscienza di unità. Questa condizione di unità è uno degli aspetti più importanti di tutta la teoria di Grinberg-Zylberbaum. Tutto è interconnesso. Siamo tutti interconnessi. È il concetto di “ipercampo”.Tutti i campi neuronali degli esseri viventi interagiscono attraverso la lattice. la coscienza individuale non è completamente isolata. I campi neuronali interagiscono tra loro. Esiste una dimensione di coscienza collettiva. Le modificazioni di un campo neuronale si ripercuotono sull’intero sistema. Tutte le coscienze sono interconnesse. Pratiche come la meditazione profonda, yoga, contemplazione, pratiche sciamaniche, lavoro sulla consapevolezza modificano l’organizzazione del campo neuronale e aumentano la sintèrgia. La persona diventa così capace di percepire livelli di realtà normalmente non accessibili alla coscienza ordinaria. L’espansione della coscienza avvicina l’individuo allo stato di unità.

Si immaginino tre persone che osservano lo stesso tramonto. Tutte e tre vedono lo stesso tramonto, ma lo vivono in maniera differente. La prima nota prevalentemente gli elementi visivi. La seconda percepisce anche emozioni e significati personali. La terza sperimenta una sensazione profonda di unità con ciò che la circonda. Questo esempio aiuta a comprendere la distinzione tra realtà fisica ed esperienza soggettiva che Grinberg ha cercato di spiegare. È scientificamente provato che il cervello costruisce e interpreta la percezione e che la meditazione modifica l’attività cerebrale, non sappiamo ancora tuttora riguardo il lattice universale e l’ipercampo colleghino tutte le coscienze. La separazione tra noi e il mondo è solo una modalità della percezione, non la struttura ultima della realtà.

Alla base dell’esperienza individuale esiste una realtà unitaria dalla quale emergono le diverse forme di coscienza. Un confronto tra Jacobo Grinberg-Zylberbaum e Nikola Tesla è interessante. È uno degli accostamenti più stimolanti. Arrivano a nucleo – “core” – e reticolato dell’universo – “lattice” – attraverso strade differenti. Entrambi hanno alcuni temi di pensiero che possono essere messi in relazione, soprattutto riguardo a energia, campi e natura della realtà. Jacobo Grinberg-Zylberbaum ha parlato di (energia) matrice energetica della realtà, Tesla di energia elettrica ed elettromagnetica. Grinberg di (campi) campo neuronale, Tesla di campi elettromagnetici. Grinberg di (vibrazioni) interazioni e strutture energetiche, Tesla di frequenza e risonanza. Grinberg di (spazio) realtà percettiva e struttura dello spazio, Tesla di proprietà fisiche dello spazio. Grinberg di (unità) coscienza e realtà interconnesse, Tesla di visione di fenomeni fisici interconnessi.

Il punto che li vede convergere – il più interessante – è che Grinberg attraverso la sua teoria sintèrgica ha affermato che il cervello interagisce con una matrice energetica dello spazio, da cui emerge la nostra esperienza della realtà. Tesla ha cercato di comprendere come energia e fenomeni elettromagnetici si propaghino attraverso lo spazio. La matrice della realtà li accomuna. Così come, conseguentemente il collegamento tra cervelli a distanza – telepatia e non località – l’influenza delle frequenze sulla coscienza e la materia – frequenza e vibrazione – e che la mente non è confinata nel cervello – la coscienza come campo magnetico. Il nucleo fondamentale dell’universo di cui parla Nikola Tesla – the “core” – è il lattice di Jacobo Grinberg-Zylberbaum. “Lattice” è infatti la matrice fondamentale dello spazio-tempo, la struttura continua altamente organizzata, il substrato contenente informazione in ogni suo punto, la struttura con cui interagisce il campo neuronale per generare la percezione della realtà. Si tratta, secondo Grinberg, di una matrice ipercomplessa.

Nikola Tesla ha esplorato la natura dell’etere, la propagazione delle onde elettromagnetiche, la risonanza e le oscillazioni, la possibilità di trasmettere energia attraverso lo spazio. Tesla ha affermato che “Il mio cervello è soltanto un ricevitore. Nell’universo esiste un nucleo dal quale traiamo conoscenza, forza e ispirazione. Non sono riuscito a penetrare i segreti di questo nucleo, ma so che esiste”. Il core, il nucleo è il campo energetico fondamentale dell’universo, ovvero il reticolato di Grinberg-Zylberbaum.


di Francesca Romana Fantetti