Quanto costa l’autostrada nel 2026: tariffe per tratta e come calcolarle

mercoledì 4 novembre 2026


Dieci centesimi in più al casello possono sembrare poca cosa. Per chi percorre l’autostrada ogni giorno, però, anche un piccolo rincaro finisce per pesare sul bilancio mensile. Dal 1° gennaio 2026 i pedaggi sono stati interessati da nuovi adeguamenti tariffari, con un aumento medio nazionale dell’1,5%, legato all’inflazione programmata.

L’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) ha chiarito che gli adeguamenti delle concessioni con piani economico-finanziari scaduti o in aggiornamento derivano dall’applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 147/2025*. Ma quanto si spende oggi sulle singole tratte?

Da Verona a Padova, da Bologna a Firenze: i prezzi del 2026

Prendiamo il caso di due automobilisti. Il primo entra a Verona Est ed esce a Padova Ovest: percorre 75 chilometri e paga 5,30 euro. Il secondo viaggia da Bologna Casalecchio a Firenze Nord, per un totale di 97 chilometri. Al casello gli vengono richiesti 8,90 euro.

Sono due esempi riportati da Altroconsumo, che a gennaio ha confrontato i pedaggi di 38 tratte italiane. L’indagine ha rilevato un rincaro medio dell’1,1%, ma anche differenze notevoli tra un collegamento e l’altro.

Basta guardare il tratto Novara Est-Milano Ghisolfa: 49 chilometri costano 6,90 euro. Significa spendere oltre 14 euro ogni 100 chilometri, quasi il doppio rispetto alla Verona Est-Padova Ovest**.

Per chi usa spesso l’autostrada, conoscere queste differenze può essere più utile della sola percentuale di aumento.

Sapere quanto si spenderà prima di partire

Quando si organizza un viaggio, il prezzo del casello è una delle prime voci da mettere in conto. Non sempre, però, è facile ricavarlo dalla distanza: due percorsi simili possono attraversare tratte con tariffe differenti.

Per conoscere in anticipo il costo pedaggio autostradale, si può ricorrere a un calcolatore online. Quello di UnipolMove, per esempio, permette di indicare partenza e destinazione e ottenere una stima della spesa, insieme ad altre informazioni utili per il viaggio.

Il confronto può servire anche a valutare un itinerario alternativo, soprattutto quando si affrontano tragitti poco familiari.

Perché non basta contare i chilometri?

Una strada di montagna può richiedere gallerie, viadotti e interventi di manutenzione più impegnativi rispetto a un percorso pianeggiante. Questa differenza si riflette anche sui pedaggi.

Autostrade per l’Italia spiega infatti che le tariffe chilometriche distinguono i tratti di pianura da quelli di montagna e variano secondo la classe del veicolo***.

Incidono inoltre le società concessionarie coinvolte nel percorso. Al calcolo si aggiungono l’imposta sul valore aggiunto (IVA) e gli arrotondamenti previsti. Ecco perché una semplice moltiplicazione tra chilometri e tariffa media non è sufficiente per conoscere l’importo esatto.

Il percorso meno caro non è sempre il più conveniente

Si può evitare un casello scegliendo una strada ordinaria, ma il risparmio va valutato insieme al carburante consumato e al tempo necessario per arrivare.

Per un viaggio occasionale qualche chilometro in più può incidere poco. Se invece lo stesso tragitto viene ripetuto ogni settimana, anche differenze modeste finiscono per accumularsi.

Prima di partire conviene dunque confrontare l’intera spesa prevista, senza fermarsi al prezzo indicato sul biglietto autostradale.

Fonti dei dati:

* Autorità di regolazione dei trasporti, Adeguamento annuale pedaggi autostradali, comunicato stampa n. 1/2026, 5 gennaio 2026.

** Altroconsumo, Quanto sono aumentati i pedaggi autostradali nel 2026 e quali tratte costano di più, 14 gennaio 2026.

*** Autostrade per l’Italia, Come si calcola il pedaggio, tariffe aggiornate al 1° gennaio 2026.


di Redazione