Esperimenti di poesia civile di Luigi Trisolino

lunedì 19 ottobre 2026


Giovedì 15 ottobre a Roma, presso il Caffè letterario-libreria Horafelix a due passi da Porta Pia, Luigi Trisolino ha presentato il suo Carnànima – Madrepoesìa patria e pellegrina, libro di poesia civile e spirituale, edito da Ensemble nell’estate 2026, con la prefazione dell’attuale sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, in passato ministro, parlamentare e docente di Letteratura latina all’Università del Salento.

La serata è stata condotta dal giornalista Alessandro Publio Benini, con il magistrale intervento del giovane carmelitano scrittore Fra Michele Silvi. A interpretare diversi versi dal libro è stata l’attrice e insegnante Laura Cardillo. Ad allietare la serata con musica dal vivo è stato il cantautore e insegnante Federico Marcelli.

Carnànima è un libro di poesia patriota, mistica, cristiana, ma anche “pasionaria, carnale e carnivora, insomma non roba per vegani timorati”, come ci ha detto lo stesso poeta Trisolino, andando al di là di ogni politicamente corretto. La sua poesia ci indica e ci dimostra un tatto divergente sulla realtà, con una sensibilità e con una virilità radicali. Più che “radicali”, si fa meglio ormai a dire “radicati”, volendo seguire il nome dell’associazione politico-culturale che insieme al suo collaboratore Margheriti il poeta ha fondato; non solo in quanto poeta ma anche in quanto giurista, giornalista militante e attivista politico dal pensiero conservatore.

Nei suoi versi, nei suoi saggi, articoli e video è da un bel po’ di tempo un punto di riferimento per diversi cattolici sui temi bioetici, e una voce osservata dai liberali sui temi di orientamento economico dello Stato. Inutile sottolinearlo, è meloniano per il suo mai nascosto amore politico verso Giorgia Meloni, a cui pare sia dedicata l’ultima delle cinquanta pubblicate nella raccolta. Un titolo casuale quello dell’ultimo testo? Che si intitola Giorgia, ribattezzato come Guerriero dall’intellettuale, poeta e docente Francesco Isolani (non certamente di destra), il quale sulla rivista letteraria Pangea ha commentato positivamente l’opera poetica conservatrice di Luigi Trisolino. Quest’ultimo riesce forse a rendere simpatici sia i cattolici tradizionali, sia la Meloni, sia la stessa poesia persino a chi ha sempre votato a sinistra?

Oltre ai nativi di destra Trisolino riesce ad attrarre tanti di coloro che sono stanchi della attuale sinistra tutto tasse, woke e politicamente corretto. Ma la sua poesia non si piega mai, a dire il vero, perché non è mai serva di niente e di nessuno, bensì è libera come liberamente nacque nella sua vita di bambino poeta, cresciuto come ragazzo poeta, oggi poeta uomo rinato a destra.

La serata romana del 15 ottobre, organizzata per presentare Carnànima, si è dimostrata anche un’occasione per parlare di quei valori che per Ratzinger e per la dottrina sociale della Chiesa cattolica devono restare non negoziabili. Ad essere presentata al pubblico di Roma non è stata solo la raccolta di poesie, ma anche la missione dell’associazione “i RadicaTi – dal diritto naturale alla legge” (iradicati.it), in più circostanze definita “cattopatriota”.

Tornando alla serata, Fra Michele Silvi, chiamato ad analizzare con uno sguardo umanistico la raccolta di poesie, ha però cristianamente rassicurato i più amanti del corpo sul fatto che carne e spirito sono parti di un tutt’uno in questa nostra vita, e che non bisogna mai scindere la propria carnalità dalla propria spiritualità o viceversa, sostenendo che la poetica di Trisolino indica alla politica e alla giustizia dello Stato una via di cura sociale idonea a valorizzare inscindibilmente la carne e lo spirito.

La attrice Laura Cardillo, in un duetto con lo stesso poeta, ha letto alcuni passi del libro che sono risultati molto orientati al libero arbitrio dei sensi, ma al contempo pieni di riferimenti sull’attesa del ritorno del Cristo che cammina sulle acque, e anche passi dedicati agli operai, alle braccianti, all’amore per la natura, alla protezione del risparmio e del reddito, alla politica, alla patria, la quale per il poeta è “pane” che si spezza “per moltiplicarsi” nella collettività, contro gli egoismi.

Con la sua opera e con la serata romana organizzata dai RadicaTi – la prima di una lunga serie in giro per l’Italia, ci promettono – Trisolino, un po’ Mameli e un po’ Tirteo, ha richiamato alla battaglia culturale i poeti, troppo spesso appiattiti nel chiacchierare e mai nel prendere di petto la realtà vera là fuori nei loro libri, e anche troppo spesso omologati a sistemi di premiazione mainstream che purtroppo odiano la tradizione, e con essa la “prospettiva conservativa”, come l’ha definita lo stesso autore.


Dopo l’esposizione di Carnànima in Francia al Salone del libro spirituale,
finalmente gli esperimenti di poetica cristiana e patriota di Luigi Trisolino iniziano il loro tour di presentazioni in Italia. Si tratta di sperimentazioni mai scontate, e già controverse, create da un giurista e giornalista fuori dalle rime che non si accontenta degli atti legali della presidenza del Consiglio dei ministri dove lavora, e nemmeno degli articoli di politica sui giornali.

(*) Carnànima – Madrepoesìa patria e pellegrina di Luigi Trisolino, edizione Esemble (2026), pagine 108, euro 15,00


di Valentina Diaconale