mercoledì 7 ottobre 2026
La nostra bella città va vissuta con passione e amore. La pregevole iniziativa Tevere Day 2026, dal 2 all’11 ottobre, raccoglie un’eterogenea collezione di attività gratuite da svolgere lungo il Tevere. Roma può e deve essere vissuta sia per i salotti che per i parchi che per le meraviglie del Tevere, spesso sconosciute. Tevere Day 2026 si articola su 130 appuntamenti organizzati su oltre 80 chilometri di argini. Da Nazzano e Farfa fino alla foci: Fiumara grande (Ostia) e il Canale di Fiumicino. Piccola notazione geografica: Fiumara grande (Ostia) raccoglie l’80 per cento dell’acqua mentre il Canale di Fiumicino (derivato da un’opera artificiale di epoca romana, le Fosse Traianee) raccoglie il restante 20 per cento.
Tra i tanti eventi, senza nulla togliere agli altri, mi soffermo su l'iniziativa di Marevivo che, come ogni anno, con un’organizzazione che migliora costantemente anche grazie alla catalizzatrice passione della presidente, Rosalba Giugni, attrae ragazzi e appassionati della flora e della fauna del nostro bel fiume. La casa, il Marevivo Floating Hub, è stata realizzata recuperando una struttura affondata mantenendo, all’esterno, fedelmente lo stesso aspetto. Sono stati utilizzati materiali ecosostenibili, per esempio, il legno per la costruzione proviene da foreste certificate Pefc e, la coibentazione, è realizzata con la lana di pecora. L’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili (pannelli fotovoltaici).
Nella casa di Marevivo sono stati allestiti dei veri e propri laboratori divulgativi con binocoli e microscopi ottici collegati a monitor. Ma, il vero valore è rappresentato dai volontari biologi marini che con preziosa competenza e pazienza mostrano quello che succede nell’acqua del Tevere. C’è il plancton, che non è solo il cibo delle balene ma è l’insieme degli organismi acquatici (animali e vegetali) che vivono alla deriva trasportati passivamente da correnti e onde. Il nome origina dal greco planktón, che significa “vagabondo” o “errante”. Poi, ho ascoltato con interesse la breve ma significativa relazione di Filippo Cosmelli dal titolo “Il Dio Prigioniero: Storia del Tevere attraverso le sue piene” che con leggerezza, stimolando la curiosità e svelando inedite notizie, ci ha parlato della vita del Tevere dagli antichi romani alla metà del secolo scorso.
Successivamente, si è svolta la gita sul Tevere di un’oretta, offerta da Navia. Ecco l’innovazione, anzi, le innovazioni. Una barca a motore fuori bordo completamente elettrica. È silenziosa, comoda, ideale per i one-day trip, ci si sta comodi in 10, ideale per i parchi naturali protetti e le riserve. NAVIA N7 è il nome commerciale: lunga 7,80 metri, larga 2,30 metri con una potenza continua di 40 kilowatt (non desidero scrivere i cavalli per abituarci ai kilowatt, unica unità di misura prevista dal Sistema Internazionale), 45 kilowatt di picco, con un’autonomia variabile fra le 30 e le 100 miglia. Il fuoribordo è fisso, solidale con lo scafo, quindi girando il volante si gira solo il piede. Questa soluzione è più unica che rara su queste barche entro i 10 metri. I pod esistono da tanti anni ma per unità molto più grandi e potenti. È ovvio che la manovrabilità è incredibile, specialmente all’ormeggio, potendo ruotare il piede a 90° a dritta e a sinistra. Il controllo elettronico mantiene una precisa posizione, anche in caso di vento e di corrente anche se questa funzionalità non l’abbiamo provata vista la meravigliosa giornata. Siamo cresciuti con la puzza del gasolio sia in città che in mare e non ci facevamo caso. Ora che abbiamo apprezzato il silenzio e l’assenza di puzza, quando si incontra in mare o in città un vecchio diesel (non un recente) di sicuro da fastidio.
di Fabrizio Pini