mercoledì 30 settembre 2026
Medicina a km 0. Conoscere la malattia per imparare a prendersi cura della propria pelle correttamente
La dermatite atopica è una malattia della pelle che può accompagnare la vita di bambini, adolescenti e adulti, alternando periodi di maggiore tranquillità a fasi di riacutizzazione e manifestandosi con sintomi che possono andare ben oltre il semplice disagio cutaneo. A parlarne è il professor Giovanni Pellacani, Professore Ordinario di Dermatologia presso Sapienza Università di Roma e Presidente della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), realtà scientifica impegnata nella promozione della conoscenza e della corretta gestione delle patologie dermatologiche.
Proprio per favorire una maggiore consapevolezza e incoraggiare chi presenta sintomi persistenti a rivolgersi a uno specialista, torna per la sua sesta edizione “Dalla parte della tua pelle”, la campagna nazionale di sensibilizzazione promossa da SIDeMaST con il patrocinio di ANDeA, che dal 10 al 24 ottobre prevede consulti dermatologici gratuiti in 21 centri ospedaliero-universitari distribuiti in 17 città italiane. Un’iniziativa che quest’anno guarda con particolare attenzione anche agli adolescenti a partire dai 12 anni, una scelta legata anche alla necessità di raggiungere una generazione che già a quell’età utilizza quotidianamente smartphone, social network e altri device e che sempre più spesso cerca proprio sul web risposte ai propri dubbi sulla salute.
Ma quando si parla di dermatite atopica, la possibilità di ricevere informazioni corrette, comprensibili e scientificamente affidabili è particolarmente importante, perché non tutto ciò che si trova online è verificato e una diagnosi o una terapia non possono essere sostituite da consigli raccolti in rete. La dermatite atopica, infatti, non è semplicemente una condizione di pelle secca: è una malattia infiammatoria cronica della cute, caratterizzata da un’alterazione della barriera cutanea e da una risposta immunitaria che può favorire la comparsa di infiammazione, arrossamento e soprattutto prurito.
La barriera cutanea ha normalmente il compito di proteggere l’organismo dagli agenti esterni e di limitare la perdita di acqua; quando questa funzione è compromessa, la pelle tende a diventare più secca, fragile e vulnerabile e può reagire più facilmente agli stimoli ambientali. Le manifestazioni possono essere diverse a seconda dell’età e della fase della malattia e comprendere secchezza, arrossamento, desquamazione, irritazione, fissurazioni e lesioni che possono interessare differenti zone del corpo.
Il sintomo più caratteristico resta però il prurito, che in alcune persone può essere particolarmente intenso e persistente e che può accentuarsi durante la notte, interferendo con il sonno e con la qualità della vita. È proprio questo uno degli aspetti che rende la dermatite atopica una patologia da non sottovalutare: il problema non riguarda soltanto ciò che si vede sulla pelle, ma può avere ripercussioni sulla quotidianità, sul riposo, sulla concentrazione, sulle relazioni sociali e sul benessere psicologico. La dermatite atopica può avere una componente familiare e può essere associata ad altre manifestazioni del cosiddetto terreno atopico, come asma e rinite allergica, ma la sua comparsa e le sue riacutizzazioni sono il risultato di una combinazione di fattori (ambientali, stress). Non esiste quindi un'unica causa della dermatite atopica e i vari fattori che la determinano non hanno lo stesso effetto su tutti i pazienti.
La paura nei confronti dei cortisonici è piuttosto diffusa, ma un utilizzo appropriato, la quantità, la frequenza e la durata indicate dallo specialista, fa parte degli strumenti terapeutici disponibili per controllare la malattia. Nei casi più importanti, quando la dermatite è estesa, persistente o non adeguatamente controllata dalle terapie locali, la dermatologia dispone oggi di ulteriori possibilità di trattamento, comprese terapie sistemiche e farmaci mirati che hanno ampliato significativamente le strategie disponibili per i pazienti rispetto al passato e soprattutto sicuri, secondo il parere del professor Pellacani, come testimoniato nel video all’interno di questo articolo.
Un capitolo particolarmente importante riguarda poi il rapporto tra dermatite atopica, prurito e sonno. Quando il prurito è intenso può rendere difficile addormentarsi o provocare frequenti risvegli, determinando stanchezza e difficoltà nella vita quotidiana; la privazione di sonno e lo stress possono a loro volta rendere più difficile affrontare una malattia cronica e contribuire a un circolo vizioso nel quale il disagio fisico e quello psicologico finiscono per alimentarsi reciprocamente. In questo contesto è importante distinguere il trattamento della dermatite dalla gestione delle eventuali conseguenze del disturbo del sonno o dell'ansia: farmaci sedativi o ansiolitici, comprese le benzodiazepine, non costituiscono una terapia della dermatite atopica e un loro eventuale utilizzo deve essere valutato da un medico sulla base delle specifiche necessità della persona, senza ricorrere all'automedicazione.
Il messaggio centrale della campagna “Dalla parte della tua pelle” è dunque quello di non sottovalutare segnali che possono sembrare banali. Una diagnosi precoce e corretta permette infatti di distinguere la dermatite atopica da altre condizioni della pelle e di costruire un percorso di cura personalizzato.
Per maggiori informazioni clicca su: sidemast.org/dalla-parte-della-tua-pelle per conoscere i centri aderenti, le città e le date degli open day.
di Vanessa Seffer